giovedì, 03 maggio 2007, ore 08:46

Puntata 7

Epilogo

Redville, 31 Gennaio 2007.

La ricostruzione della città procedeva a ritmi frenetici. Il riepilogo delle enormi perdite subite dalla comunità doveva aspettare. Sulle rovine delle vecchie Accademie ne furono costruite di nuove e più belle, con nuovi Direttori provenienti dai quattro angoli della Federazione scelti per la loro competenza. Le matricole ne affollavano già gli ingressi. Dopo due settimane l'incidente di Redville era solo un brutto ricordo per i superstiti, anche perchè il progresso della Federazione imponeva concentrazione massima sul lavoro: non c'era tempo per i rimpianti nè per i ricordi.
Qualcuno dei vecchi allievi, ormai affermati esponenti della classe dei trasportatori o di quella dei servizi d'ordine, ancora ricordava il vecchio Direttore Molly, che quel 18 Gennaio scomparve dalla circolazione. Qualcuno sosteneva che in realtà il misterioso cilindro di metallo fosse arrivato per prelevarla e non ad ucciderla; forse era quella era la nave spaziale su cui Molly saliva ogni notte e che quel giorno aveva deciso di materializzarsi su Redville. Ma in fondo si trattava solo di una chiacchiera come un'altra, buona per intrattenersi al bar tra una pinta di GM-CSF e l'altra. Col tempo sarebbe diventata una storia per bambini, forse.

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Archivio Centrale, Area 788, Sezione 429, Sottosezione 44.

Il vecchio Sovrintendente Lampard camminava con passo pesante lungo gli alti scaffali dell'archivio, portando con sè un massiccio raccoglitore evidentemente pieno di fogli. Si fermò davanti allo scaffale 22. Prese un paio di pesanti occhiali dalla tasca della divisa e con gli occhi ridotti ad una sottile fessura esaminò il foglio di archiviazione in suo possesso per verificare di essere nel punto giusto. Sbuffando recuperò una scaletta e depositò il raccoglitore sul terzo ripiano. Dopo aver compilato un modulo prestampato Lampard tornò lì da dove era venuto.

L'anonimo raccoglitore portava scritto sulla spalla: "Archivio 2234451 - 18 Gennaio 2007 - Accesso limitato all'Amministrazione Centrale - Confidenziale".

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moody83

sabato, 28 aprile 2007, ore 10:22

Puntata 6

Una città deserta

Ehi Sally, cosa stai facendo? - disse Molly vedendo l'amica ferma immobile a fissare pensosa un cartello stradale.
Hai mai sentito parlare di Haemored? - rispose Sally.
Con aria stanca Molly le si avvicinò - No, mai! Cos'è?
Si tratta della città più vicina - disse Sally - Siamo stanche, perché non ci fermiamo per un po' lì?
E' vero - constatò Molly - Una sosta non può farci altro che bene. Forse riusciremo anche ad avere qualche notizia fresca. Ma ripartiremo appena possibile: ho una nostalgia tremenda della nostra Redville!

Fu così che dopo poca strada Sally e Molly  giunsero alle porte di Haemored, ma ciò che apparve ai loro occhi era tutt'altro che rassicurante. La città era immersa nel silenzio più profondo e la desolazione regnava sovrana. Non un'anima per le strade. Non un'abitante nei grandi palazzi della città. L'aria sembrava immobile e il paesaggio era come congelato.
Sally, secondo te cos'è successo? - disse Molly guardandosi intorno spaesata - Dove sono finiti tutti?
Molly! - urlò Sally - C'è qualcuno in fondo alla strada! Seguimi!
Molly e Sally raggiunsero il passante in pochi passi. Si trovarono di fronte un individuo anziano, profonde rughe segnavano il suo viso e dai suoi occhi proveniva una tenue luce di rassegnazione. Il suo volto appariva senza ombra di dubbio come quello di chi ha pianto molto.
Combattendo con la sensazione di profondo disagio Molly prese la parola - Signore! Scusi signore! Le possiamo chiedere un'informazione? Lei abita qui?
Il passante si voltò senza fretta, passando si una mano sugli occhi e accennando un mezzo sorriso disse - Una volta abitavo qui! Voi chi siete?
Io sono Molly e lei è Sally, siamo originarie di Redville, ci occupiamo di mandare avanti l'Accademia di Maturazione 136.
Il passante si irrigidì improvvisamente - Redville dite? Mai sentita! - e abbassando gli occhi sussurrò - Forse è stata evacuata insieme a tante altre, non lo so. E nemmeno dell'Accademia di Maturazione 136 ho mai sentito parlare. Mi dispiace, non vi posso aiutare.
Il vecchio abbassò gli occhi rassegnato.
Non le abbiamo chiesto qual è il suo nome! - disse Sally cercando di risolvere il momento di imbarazzo.
Oh - disse il vecchio passante - è vero! Il mio nome è Tom, sono un trasportatore prossimo alla pensione. Sono tornato a Haemored per un ultimo saluto. Se vorrete vi racconterò la storia della mia città.

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moody83

giovedì, 08 marzo 2007, ore 18:31

Puntata 5

Ciò che resta è nulla

Tom sta percorrendo gli ultimi metri che lo separano dalle porte della sua cittadina natale Haemored. Non vi metteva piede da quando, raggiunta la maturità, il suo nuovo lavoro lo portò ad intraprendere una vita in giro per la Federazione. Ha sempre ricordato chiaramente quel giorno, l'emozione di ricevere il diploma dell'Accademia e la grande voglia di viaggiare che l'aveva preso. Ora la sua vita sta per volgere al termine e sul suo corpo sono chiari i segni del tempo: rughe, scarpe consumate, scarsa resistenza alla fatica e piccoli acciacchi. Aveva deciso che poco prima di morire doveva rivedere per l'ultima volta i luoghi della sua infanzia e questo l'ha portato sulla strada su cui cammina ora.
Ma Tom non ha l'animo sereno, purtroppo sa già cosa troverà al suo arrivo. Come molte altre città della Federazione la sua Haemored era stata devastata dalla guerra civile e nel pieno del conflitto un'inspiegabile epidemia aveva fatto strage dei cittadini; non lo rallegrava il fatto che erano morti anche molti ribelli.
Pensando alla guerra civile una lacrima solca il suo volto. Quasi nemmeno sa come è cominciata, si ricorda solo di quello che gli hanno detto all'Accademia. Un giorno comparve una banda di teppisti, li chiamavano "Crazy Blasts". Aumentavano di numero ogni giorno, si insediavano nelle case degli altri e bivaccavano nelle strade. La popolazione era impotente di fronte a tutto ciò. Le città si trasformarono presto da centri ordinati e operosi in baraccopoli sommerse dalla spazzatura.
L'epidemia invece era un evento più recente e lo stesso Tom vi aveva assistito. Lui e altri trasportatori come lui non si sono mai ammalati, ma studenti e insegnanti delle Accademie invece sono morti uno dopo l'altro; a detta di alcuni si trattava di una malattia che colpiva solo gli elementi più giovani della comunità, ma non gli adulti; secondo altri il contagio si era diffuso a causa dell'affollamento delle Accademie. In realtà si trattava solo di chiacchiere, nessuno sapeva cosa fosse davvero successo.
Con la mente occupata da questi pensieri Tom quasi non si è accorto di essere già arrivato alle porte di Haemored. Ma ciò che vede lo riporta bruscamente alla realtà evocandogli una sensazione violenta, come se qualcuno lo avesse schiaffeggiato. Le sue orecchie percepiscono solo il leggero sibilo del vento, fa freddo, i suoi occhi vedono solo una città fantasma. Ci sono edifici diroccati e strade polverose. Il silenzio stritola come una tenaglia il cuore di Tom, che non può fare a meno di assecondare la debolezza che sente alle gambe e si inginocchia, cominciando a piangere sommessamente. Lui è diventato vecchio, ma la sua città sembra che sia morta prima di lui.

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moody83

mercoledì, 14 febbraio 2007, ore 17:19

Puntata 4

Forse è stato solo un sogno


Molly sta camminando in un ambiente molto insolito. Se ne rende conto bene. Non c'è niente che le ricordi casa sua. Si ferma. Si guarda intorno e vede solo una distesa piatta e tutta uguale. Sente freddo e non sa dove andare. Cerca qualche punto di riferimento, ma non ne trova. Cerca di guardare più lontano possibile, ma la sua visibilità è ostacolata da una fine nebbiolina che riflette il colore dominante dell'ambiente: giallo-arancio. Molly comincia a provare una netta sensazione di sgomento. Una volta la sua più alta aspirazione era abbandonare la sua nicchia e vedere posti nuovi. Ma ciò che vede non le piace per niente, sente di voler tornare a casa. Vorrebbe piangere, ma non ci riesce.
All'improvviso si sente più pesante e si accorge che qualcosa la sta tirando in basso. Cerca di liberarsi, ma ogni sforzo è inutile e anzi peggiora la sua situazione. Il suo sgomento si trasforma dunque in terrore e continua a dimenarsi sempre più forte. Ma nulla sembra sufficiente per scampare a quella morsa. Inesorabilmente Molly sprofonda sempre di più, fino a non vedere più la tenue luce giallo-arancio e tutto torna buio. Molly si sveglia in un bagno di sudore: era solo un sogno.

Apre gli occhi. Non si trova in un deserto. Ma in un luogo molto più familiare. Le sembra di riconoscere molte caratteristiche del paesaggio. Comincia a sentirsi meglio, le sembra di sentire l'aria di casa. Ma non c'è il traffico indiavolato a cui è abituata, al contrario vede molto poco movimento. Ma non ci fa troppo caso, contenta com'è di essere tornata a casa.
Si incammina per arrivare il prima possibile a Redville e non ha problemi con le indicazioni stradali, avanza con sicurezza e ormai gli eventi della notte prima sono un ricordo. Arriva persino a pensare di aver sognato tutto, ma non è poi così sicura. Ora le interessa solo arrivare presto alla sua nicchia.
Incrocio dopo incrocio, svolta dopo svolta, Molly sente di avvicinarsi sempre più alla sua meta e il traffico scarso le permette di procedere ad una velocità mai provata. Di una cosa si stupisce però: dopo tanto camminare non ha ancora trovato una pattuglia. Sente qualche sirena in lontananza, nulla più. "Strano!" -pensò- "Di solito i controlli sono più frequenti! E poi non capisco come ho fatto a svegliarmi così lontano dalla mia nicchia... Deve essere stato tutto un sogno! Lo spero proprio!"

I suoi pensieri vengono interrotti bruscamente da qualcuno di fianco a lei che la scuote energicamente. "Molly! Ehi Molly! Sei proprio tu?" Mette a fuoco il suo interlocutore e finalmente capisce. "Molly! Non mi riconosci? Sono Sally!"
Molly si sente quasi svenire. La notte prima aveva visto con i suoi occhi il palazzo dell'amica cadere sotto i colpi della misteriosa struttura metallica. "Forse è stato davvero un sogno!" pensò.
Sally, con le lacrime agli occhi, si getta fra le braccia di Molly e con la voce rotta dal pianto dice: "Tutta Redville era in fiamme... Il cilindro metallico stava devastando tutto... Avevo paura che non ce l'avessi fatta!"

Dopo le sensazioni di sgomento e di gioia Molly viene presa ora da una profonda inquietudine. E le parole che vorrebbe dire all'amica le muoiono in gola.

Fine puntata
moody83

mercoledì, 24 gennaio 2007, ore 22:00

Puntata 3

Un bruttissimo risveglio

Manca poco più di un'ora al sorgere del nuovo giorno e tutto procede con insolito ordine. Forse la popolazione si sta abituando ai ritmi di lavoro e infatti  pare meno frequente anche sentire esclamazioni di protesta: nei giorni precedenti non si sentiva quasi altro. Inoltre pare che il rispetto delle regole di circolazione sia assoluto. Nessun suono di clacson, si sente solo solo il rumore instancabile del traffico e della città che si sta preparando ad affrontare un'altro giorno. La macchina produttiva è finalmente a regime.

Molly dorme beatamente nella sua nicchia. Sta sognando come al solito di partire a bordo di un razzo e di superare il cielo sopra di lei, si immagina in un mondo di luce e di vedere sotto di sè la sua frenetica città; immagina Sally al suo posto di lavoro e con malinconia pensa che mai più la rivedrà; immagina la sua Accademia di Maturazione che chiude dopo la sua partenza, senza di lei non ha più ragione di esistere; immagina tutti i suoi allievi ormai maturi e pronti a dedicare alla Federazione tutte le loro capacità, quelle stesse che lei ha tramandato loro: si sente orgogliosa; immagina tutte le sue ancelle che la salutano con fazzolettini bianchi e rosa, con le lacrime agli occhi. Ma più di tutto Molly pensa ai meravigliosi mondo che scoprirà ed è felice.
La sua navicella è un gioiello di tecnologia, ha due motori a reazione, una fusoliera dalla linea filante, una plancia piena di lucine colorate e con tanti pulsanti, interni con rifiniture cromate, un ampio parabrezza con una coppia di tergicristalli con profili aerodinamici, il navigatore satellitare e il lettore Mp3.
Gli altoparlanti diffondono le note di "Leave" dei Radiohead e la nostra viaggiatrice rivolge un'ultimo sguardo al mondo che si sta lasciando indietro; una lacrima le solca il viso e lei si appresta ad asciugarla con il dorso della mano. Ma in tale impeto di emozioni Molly non si è accorta di un sommesso cigolìo, che improvvisamente si fa più forte e viene accompagnato da un brusco scuotimento della fusoliera. Non ha ancora riacquistato il controllo di sè quando la plancia comincia ad illuminarsi di tutti i colori e gli avvisi sonori dei vari strumenti di bordo fanno a gara a chi suona più forte. Si accorge che sta precipitando e il terreno sotto di lei è in preda ad un furioso incendio. Con tutte le sue forze si mette ad urlare.

Molly si sveglia urlando e lo spavento è tale da farla cadere rumorosamente dal suo giaciglio. Attorno a sè vede la sua nicchia, i suoi riconoscimenti ufficiali appesi alle pareti, è a casa sua. Ma sente ancora quel rumore, che da cigolìo è diventato tuono. Dopo pochi attimi di sgomento apre la porta della sua nicchia per capire da dove venisse tanto baccano. Lo spettacolo che si trova davanti agli occhi è apocalittico. Folle di cittadini sono in preda al panico, c'è chi scappa da una parte e chi dall'altra, molti vengono travolti da quelli che seguono; sembrano tutti scappare da qualcosa, ma Molly non riesce a capire da cosa. Prova a cercare l'origine del fortissimo rumore e capisce di averla dietro le spalle. Si volta di scatto. E vede qualcosa di terribile.

E' una struttura metallica molto lunga e di forma cilindrica, che dal cielo si abbatte furiosamente sul terreno distruggendo tutto ciò che incontra sul suo cammino. E' stato distrutto il palazzo poco vicino e al prossimo affondo sarà colpito quello di Molly. Così accade. Il fragore dell'impatto la travolge  e lei come ultima forma di difesa prova a buttarsi istintivamente a terra. Poco prima di perdere i sensi Molly sente di essere sollevata bruscamente dal terreno e attorno a sè riesce a sentire solo urla di disperazione. Poi il buio.

Fine puntata
moody83

mercoledì, 17 gennaio 2007, ore 16:32

Puntata 2

Una vita in una nicchia

Nella sua nicchia la direttrice Molly dorme coccolata dalle sue nutrici personali. Sta sognando di viaggiare nello spazio e di allontanarsi dalla sua noiosa città. Improvvisamente il suo sonno viene interrotto dallo squillo del telefono. La direttrice accosta il telefono all'orecchio e con voce impastata risponde.

Molly> Sì? Chi rompe?
Sally> Ma sono tua sorella Sally! Stavi dormendo?
M> Chi rompe?
S> MOLLY! Sveglia!
M> Sally?
S> Ma ti sembra il momento di dormire? Con tutto il lavoro che c'è da fare? Devi continuare a sostenere la produzione! Non ci possiamo fermare! Non ci DOBBIAMO fermare! Abbiamo delle responsabilità, sai?
M> Ma un pisolino... Mi sono stancata molto oggi!
S> Siamo tutte stanche, ma le nostre responsabilità vengono prima! Se ci fermiamo noi tutto il programma di maturazione va all'aria!
M> Lo so... Ma se ho sonno che ci devo fare?
S> Fatti un caffè e svegliati!
M> Sono sveglia, ora... Grazie a te...!
S> Come procede il programma di reclutamento?
M> Bene! C'è qualche lamentela per i tempi molto serrati. Le nutrici fanno bene il loro lavoro. I rifornimenti sono appena sufficienti, il ferro non ci manca. I Centri Superiori stanno facendo bene il loro lavoro! Mai si erano visti approvvigionamenti tanto abbondanti!
S> Bene, continua così! Il tuo compito è facile: produrre e produrre. Tramandare la tua esperienza ai tuoi sottoposti. E' semplice tutto sommato!
M> Già... Troppo semplice... E dire che ho sempre desiderato viaggiare, vedere posti nuovi. Invece sono sempre qui... IN QUESTA MALEDETTA NICCHIA, SEMPRE LA STESSA!
S> Ma se vuoi puoi farti un viaggetto nella Federazione, è tanto grande... Io l'ho fatto e mi sono divertita molto!
M> Sì, ma tanto bisogna sempre tornare in un posto uguale a quello da cui sei partita! Sempre in una nicchia ti mettono!
S> Ma è la nostra natura! Siamo nate per fare questo lavoro. Dobbiamo farlo fino alla fine. Poi il cibo è abbondante, il lavoro non è tanto gravoso, la fatica è tutta riservata ai nostri sottoposti. Ma che cerchi di meglio?
M> E dopo essere arrivati alla fine?
S> E dopo niente! E' finita! Cosa vuoi che ci sia dopo la fine?
M> Io so che un giorno lascerò questo mortorio, fosse l'ultima cosa che faccio!
S> Sì, sì, va bene. Tanto con te non si riesce mai a parlare! Ma torna al lavoro! Non distrarti con i tuoi sogni! Ciao Molly!
M> Ciao Sally!

Dopo aver chiuso la telefonata Molly borbotta qualcosa di incomprensibile. Poi prende dalle mani di una nutrice un bicchierone pieno di un liquido trasparente e lo beve di un fiato. Pochi secondi dopo una esatta copia di Molly varca la porta e abbandona la nicchia, con gli ordini della direttrice in una mano. Molly torna a dormire.
moody83

martedì, 16 gennaio 2007, ore 14:12

Puntata numero 1

Agitazione in città

    C'è una fervente attività nella ridente città di Redville, capitale di Marrow, i ritmi di lavoro sono elevatissimi, la popolazione è molto agitata e per la strade del centro è facile udire qualche parola di stizza. C'è anche molto traffico, un vagone di un convoglio che trasporta ferro si è rovesciato provocando molto disordine: pare che un gruppo di passanti abbia cominciato a saccheggiare il prezioso carico. I tutori dell'ordine hanno faticato molto per far tornare tutti nei ranghi. Nonostante questi episodi il lavoro procede senza sosta e senza altri intoppi rilevanti.
    Da qualche settimana il Consiglio dei Saggi della Federazione ha cominciato ad inviare ordini sempre più pressanti per l'incremento della produttività, i centri di reclutamento di Marrow sono letteralmente assediati da giovani che cercano in ogni modo di evitare con qualsiasi scusa l'arruolamento. Nei locali pubblici ormai non si parlava d'altro, solo dei turni massacranti e della congestione delle strade; proprio in uno di questi, lo Stroma's, si sono dati appuntamento due giovani allievi trasportatori per la pausa pranzo.
    Greg e Mel sono due giovani reclute dell'Accademia di Maturazione, entrambi sono figli della direttrice Molly; siedono in questo momento ad un tavolo e una graziosa cameriera sta servendo loro da bere. Greg sta seguendo i movimenti della cameriera fin dal suo arrivo, ma il suo sguardo pare fisso nella contemplazione della spilla che lei ha sul petto e che porta scritto a caratteri scintillanti "Nutrice".

Mel> Greg? Mi stai ascoltando? Fratello?
Greg> Eh? Ehm... Sssì... Che stavi dicendo?
M> Guardami negli occhi quando ti parlo!
G> Dimmi!
M> Ti stavo dicendo che sono stanchissimo. Oggi gli esercizi in cortile mi hanno sfiancato! Il coach dice che devo fare fiato, che devo imparare a prendere più ossigeno!
G> Non me ne parlare... Oggi ho seguito una lezione noiosissima di chimica circa l'equilibrio acido-base, il prof ha parlato di bicarbonato e di altre cose, ma ci ho capito poco!
M> Va bene, parliamo d'altro... Di lei che mi dici?
G> Di chi? (puntando in alto lo sguardo)
M> Non fare il finto tonto. LEI!
G> Ah, lei... Si vede molto?
M> Eh, sì!
G> Eppure sono tanto discreto...
M> Se quella la chiami discrezione...
G> Beh sì, Mel, mi piace!
M> E basta?
G> Mi sono innamorato... Se ti dico così sei più contento?
M> Lo immaginavo! Ma sai bene che quando lasceremo l'Accademia di Maturazione la potrai vedere solo di rado. Le tue mansioni di trasportatore ti impediranno di passare anche solo un minuto con lei!
G> Lo so... Come sono triste... Ma forse...
M> Forse niente! Lo sai che basta poco per essere licenziati! Mi hanno raccontato che un nostro cugino una volta è passato da Centro Ispezioni di Spleenville con la giacca sbottonata... Non lo sai che è sparito dalla circolazione?
G> Non ci voglio pensare! Beviamoci in pace la nostra birra!
M> Ma dimmi... Mi vedi più colorito di ieri? Un po' più rosso? Mi sto allenando duramente!
G> Ma è possibile non parlare di lavoro?
M> Sì, ma prima dimmi se ho preso un po' di colore!
G> Sì, sì! E ora fammi bere la mia birra in pace!

Fine della puntata
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