mercoledì, 04 novembre 2009, ore 16:58

Il blog del Lunatico accoglie con favore la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo, che proprio ieri ha riconosciuto che la presenza dei crocifissi nelle classi rappresenta "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni".

Sembra che ormai solo in Italia e in pochi altri Paesi culturalmente poco avanzati la presenza di questo simbolo risulti ineliminabile, non solo nelle scuole ma anche nelle altre strutture pubbliche. Ci tengo a precisare che, per come la vedo io, non è la sua presenza a disturbare ma proprio l'impossibilità della sua rimozione. Infatti io ho studiato per anni in aule su cui vegliava lo sguardo del Sofferente in croce senza che la sua presenza mi influenzasse: sono diventato una persona perbene lo stesso e non credente.

C'è chi sostiene che il simbolo, nei suddetti luoghi, ormai rappresenti non già atto di promozione religiosa e di proselitismo, ma soprattutto l'espressione dell'identità culturale cristiana italiana. Su questa opinione, ormai tanto diffusa da sembrare verosimile, avrei qualche obiezione. A scuola non ci si va per praticare il proprio culto, non si capisce dunque che differenza faccia per un credente cristiano vedere o non vedere il Cristo appeso sulla testa del professore. Perché non indossare una comoda catenina da collo tutta tua, come tuo è il culto a cui aderisci?
Secondo me il motivo per cui il crocifisso è esposto nelle aule scolastiche non c'entra niente con l'identità italiana, mentre ha molto a che fare con la necessità della Chiesa di tenere quanto più possibile uniti a sè i fedeli. Ben diverso è confinare il culto nei soli luoghi preposti (cattedrali, monasteri, cappelle...) dal farlo dilagare anche all'esterno. Le cattedrali sono state costruite così imponenti non perché ci fosse bisogno di spazio per i fedeli, ma perché fossero visibili da lontano e per mandare tributi al cielo con la loro bellezza e ricchezza. Il Cristianesimo è una dottrina che tende ad essere totalizzante per i fedeli e ciò non è necessariamente un male, bisogna prendere atto però che c'è un sacco di gente, molta più di quella che si crede, che di cristi in croce non si interessa minimamente e nemmeno ne vuole sapere.

Bye

Aggiornamento del 07/11/09, ore 14.30.
A sostegno di quello che ho già espresso, sia nel post che nei commenti, vorrei sottoporre il seguente video dell'onorevole (non certo per le doti civili e culturali) La Russa. Credo che dimostri abbastanza bene il motivo per cui sostengo che il crocifisso non sia solo parte dell'arredo delle aule e rappresenti qualcosa che va oltre la testimonianza positiva di una religione.
Il fatto che lo dica La Russa non induca a sottovalutare la portata del suo pensiero, riassumibile in: "Io voglio il crocifisso in aula e chi lo toglie è degno del più profondo disprezzo!" Ammettiamo che l'augurio di morte sia un eccesso dell'uomo. Questo pensiero è incivile e profondamente negativo, oltre che condiviso da molti miei concittadini irrispettosi di chi è diverso e profondamente cattolici, il che forse non è davvero un controsenso.
Buona visione e ri-Bye.

moody83
commenti (4)
Commenti
#1    06 Novembre 2009 - 11:38
 
Particolare inquietante: il giorno dell'approvazione della sentenza ho ricevuto un sondaggio telefonico dell'IPSOS sull'argomento, sfacciatamente orientato verso le posizioni della Chiesa e più subdolamente, verso quelle dei partiti oggi al governo. Mi chiedevano ad esempio se mi disturbasse vedere immigrati girare per strada o se ritenessi meno sicura di un tempo la zona in cui vivo. Io, che ho un debole per i sondaggi, ho risposto senza fare troppe polemiche (rivendicando comunque con forza le mie opinioni in merito!), ma poi mi sono un po' pentito... avrei dovuto chiedere alla peraltro gentile operatrice: "Scusi, ma questo cosa c'entra col crocifisso nelle scuole?".
Facciamo attenzione a questi piccoli avvenimenti, trovo molto più interessante una società in cui si è liberi di credere tanto quanto essere atei che una dove dobbiamo arrovellarci su quanto sia opportuno lasciare o meno una raffigurazione del Cristo in un'aula di scuola.

DokD
utente anonimo

#2    07 Novembre 2009 - 10:39
 
Ammetto anche io che tutto questo arrovellarsi su questioni così marginali come i crocifissi sia oggettivamente poco utile. Sarebbe più costruttivo discutere di altro.
D'altra parte io volevo osservare come questa libertà di non credere in Italia (ed altrove) sia più teorica che pratica.
Quando si parla di temi etici, dalle nostre parti, è evidente che esistono opinioni di classe A e altre di classe B e questa faccenda a me non piace poi tanto. Mi auguro che questo non sia in discussione.
Nelle scuole che ho frequentato io chi sceglieva l'alternativa all'ora di religione era di fatto discriminato, perché veniva lasciato spesso fuori dall'aula ad annoiarsi o in balia di supplenti con grandi frustrazioni. Io ho fatto attività alternativa ad eccezione di un anno delle medie in cui, per le pressioni degli altri genitori e per l'evidenza della suddetta discriminazione, i miei hanno deciso di farmi fare quell'ora.
Di recente poi ho molto sofferto nel sapere (quando è successo io non ero presente) dell'intrusione di un sacerdote nella camera di mio nonno gravemente malato e in stato di incoscienza, che senza chiedere ai familiari se la sua presenza fosse gradita o meno si è messo a recitare preghiere a fianco del letto. Gli stava dando l'estrema unzione? Per non parlare di quando durante una mia esercitazione a Montedomini un altro sacerdote è entrato nella stanza dove eravamo tutti senza nemmeno chiedere permesso e ha dispensato benedizione e schizzi d'acqua, facendosi poi seguire in un ringraziamento al dio.
Infine quando qualcuno si azzarda ad esprimere il desiderio di limitare quanto possibile il contatto tra il proprio figlio e questa cultura religiosa oltremodo invadente viene bollato come incivile e irrispettoso della grande cultura italiana.

E' sul rispetto e sulla cautela nei comportamenti nei confronti di chi, forse, la pensa diversamente che volevo puntare l'attenzione. Non sul pezzo di legno!
Capisci DokD?
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#3    08 Novembre 2009 - 17:07
 
Oh, ma nessuno va più su Sedicimani?
C'era anche il racconto sulla Marcia Mondiale, ma mi pare che nessuno se ne sia ricordato...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DoktorDeimos

#4    08 Novembre 2009 - 17:52
 
Io non ho idee Doc! Nemmeno nel fine settimana sono riuscito a compicciare qualcosa...
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Commenti
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