sabato, 31 ottobre 2009, ore 08:40



Ha ragione Saviano: in alcune parti d'Italia la vita, evidentemente, non vale niente. La gente per paura scappa dalla parte opposta al cadavere, non ci passa accanto e fa finta di non vedere come si vede nella versione integrale del video di cui alcuni fotogrammi erano pubblicati ieri su "La Repubblica". Chissà quanto tempo è passato poi dal fatto al momento che qualcuno ha telefonato (anonimamente, immagino) alle forze dell'ordine.
Non è accettabile. Nemmeno gli animali fanno così. Gli animali, appunto, come minimo scappano in tutte le direzioni se qualcuno spara in mezzo al branco.
Io non abito da quelle parti, mi si può dire, ed è facile giudicare nella sicurezza della mia casa, in un luogo in cui assistere ad un omicidio in pieno giorno è piuttosto raro. Vero, ma l'indifferenza per il sangue è qualcosa di universalmente atroce. E' lecito rinunciare a correre dietro al camorrista, perché nessuno è tenuto a rischiare scioccamente la vita per un morto, così come è lecito scappare; è lecito avere paura di denunciare l'assassino, perché da quelle parti se sei uno che parla lo sa tutto il quartiere. Quello che davvero non si può accettare è il fatto che si possa tollerare giorno dopo giorno questo clima di insicurezza.

Come è possibile uscire di casa senza l'angoscia di incrociare la traiettoria di un proiettile, se pure indirizzato a qualcun altro? La gente oppressa da una vita incomprensibilmente precaria può tacere la prima volta, la seconda, la terza, forse la quarta. Poi come minimo si ribella. O scappa a chilometri di distanza. Come quando qualcuno ti punta una pistola contro in ogni caso devi rischiare: o rischi nel reagire o nello scappare. Non si rischia la vita per un morto, ma per se stessi e per i propri cari ancora vivi sì. In ogni caso la sensazione di profondo disgusto è forte, per me. Non la provo perché abito a 400 chilometri di distanza da quell'inferno, ma perché sono uomo.

Bye
moody83
commenti (1)
Commenti
#1    31 Ottobre 2009 - 12:10
 
Mi sembra una rilfessione molto acuta, moody. Sono anch'io esterrefatto da quel che si vede, credo per i tuoi stessi motivi. Anch'io fatico a capire come sia possibile scavalcare un cadavere con tale noncuranza, far finta di non aver visto nulla e andarsene. Ho anche sentito per radio un sociologo dire che le parole di Saviano - che anche tu hai ricordato - sono eccessive... posso capire che mettere a repentaglio sè stessi rincorrendo un killer, scappare per paura, sia lecito. Ma no, non penso proprio che le parole di Saviano siano meno fuori luogo di quelle pronunciate per radio dal sociologo.

DokD
utente anonimo

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