Nome: Luca Innanzitutto sono Luca! E già questo non è poco.
Mi piace scrivere.
Studio per diventare medico.
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Disclaimer
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Area Sedicimani
Blog a gestione collettiva dedicato al progetto di scrittura creativa varato nel 2007 con "La ragazza che morì due volte".
Il primo esperimento di genere noir del gruppo di Sedicimani.
Odio : chi mi fraintende, chi mi contraddice con argomenti banali, capperi e carciofi, la musica scadente ad alto volume, chi vuole avere a tutti i costi ragione, i fanatici cattolici, la superstizione
Amo : baciare, abbracciare un amico/a, cioccolata e molti altri dolci, chi mi capisce ad un'occhiata, ricevere lettere.
La mia musica : secondo l'umore (Nirvana, The Rasmus, Depeche Mode, Muse)
I libri che mi hanno più colpito : Momo (M.Ende), Il caso di Saint Fiacre (G.Simenon), Il mondo di Sofia (J.Gaarder), L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (O.Sacks), L'ombra del vento (C.R.Zafon), Ti prendo e ti porto via (N.Ammaniti)
Non c'è verso: non riesco più a trovare l'ispirazione e soprattutto il tempo per scrivere!
Ci sono giorni in cui esco di casa alle 6.30 di mattina e torno la sera verso le 20, inutile dire che l'unica cosa che in ragione della mia natura umana riesco a fare è: mangiare, schiantarmi sul divano a guardare qualche programma televisivo per massaggiare i piedi ai miei neuroni, addormentarmi (spesso sullo stesso divano...).
Ci sono altri giorni in cui torno a casa molto prima (le 16?) e dopo aver svolto qualche commissione per casa faccio le 20, ponendo dunque le basi per le suddette serate.
Un giorno forse troverò il sistema per risolvere il problema...
Ieri sera sono andato a fare acquisti in un affascinante negozio dell'Impruneta (paesotto in cui sto svolgendo la prima manche del tirocinio post-laurea) in cui vendono tè, caffè e soprattutto dolci di ogni sorta. Ho comprato ottimi cioccolatini e dolci di marzapane; ho speso una tombola rispetto alla quantità di merce che ho portato via e d'altra parte mi viene da pensare: cos'è in fondo il vile denaro al confronto? C'è gente che spende settimanalmente forse più di me in questi miei raptus glicofagici per comprare fumo (mi riferisco al tabacco... ma anche ad altro ora che ci penso) o acqua di fuoco o peggio ancora colesterolo transattivato in forma di cheeseburger. Sono meglio io, no? Immensamente migliore, lo dico sempre...
Fornisco ai lettori un assaggio dei dolcini di marzapane che ho comprato ieri. Per la verità in mio possesso ci sono: la pera, la fragola e l'albicocca. Gli altri non erano disponibili.
Il blog del Lunatico accoglie con favore la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’uomo di Strasburgo, che proprio ieri ha riconosciuto che la presenza dei crocifissi nelle classi rappresenta "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni".
Sembra che ormai solo in Italia e in pochi altri Paesi culturalmente poco avanzati la presenza di questo simbolo risulti ineliminabile, non solo nelle scuole ma anche nelle altre strutture pubbliche. Ci tengo a precisare che, per come la vedo io, non è la sua presenza a disturbare ma proprio l'impossibilità della sua rimozione. Infatti io ho studiato per anni in aule su cui vegliava lo sguardo del Sofferente in croce senza che la sua presenza mi influenzasse: sono diventato una persona perbene lo stesso e non credente.
C'è chi sostiene che il simbolo, nei suddetti luoghi, ormai rappresenti non già atto di promozione religiosa e di proselitismo, ma soprattutto l'espressione dell'identità culturale cristiana italiana. Su questa opinione, ormai tanto diffusa da sembrare verosimile, avrei qualche obiezione. A scuola non ci si va per praticare il proprio culto, non si capisce dunque che differenza faccia per un credente cristiano vedere o non vedere il Cristo appeso sulla testa del professore. Perché non indossare una comoda catenina da collo tutta tua, come tuo è il culto a cui aderisci?
Secondo me il motivo per cui il crocifisso è esposto nelle aule scolastiche non c'entra niente con l'identità italiana, mentre ha molto a che fare con la necessità della Chiesa di tenere quanto più possibile uniti a sè i fedeli. Ben diverso è confinare il culto nei soli luoghi preposti (cattedrali, monasteri, cappelle...) dal farlo dilagare anche all'esterno. Le cattedrali sono state costruite così imponenti non perché ci fosse bisogno di spazio per i fedeli, ma perché fossero visibili da lontano e per mandare tributi al cielo con la loro bellezza e ricchezza. Il Cristianesimo è una dottrina che tende ad essere totalizzante per i fedeli e ciò non è necessariamente un male, bisogna prendere atto però che c'è un sacco di gente, molta più di quella che si crede, che di cristi in croce non si interessa minimamente e nemmeno ne vuole sapere.
Bye
Aggiornamento del 07/11/09, ore 14.30.
A sostegno di quello che ho già espresso, sia nel post che nei commenti, vorrei sottoporre il seguente video dell'onorevole (non certo per le doti civili e culturali) La Russa. Credo che dimostri abbastanza bene il motivo per cui sostengo che il crocifisso non sia solo parte dell'arredo delle aule e rappresenti qualcosa che va oltre la testimonianza positiva di una religione.
Il fatto che lo dica La Russa non induca a sottovalutare la portata del suo pensiero, riassumibile in: "Io voglio il crocifisso in aula e chi lo toglie è degno del più profondo disprezzo!" Ammettiamo che l'augurio di morte sia un eccesso dell'uomo. Questo pensiero è incivile e profondamente negativo, oltre che condiviso da molti miei concittadini irrispettosi di chi è diverso e profondamente cattolici, il che forse non è davvero un controsenso.
Buona visione e ri-Bye.