Nome: Luca Innanzitutto sono Luca! E già questo non è poco.
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Disclaimer
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Area Sedicimani
Blog a gestione collettiva dedicato al progetto di scrittura creativa varato nel 2007 con "La ragazza che morì due volte".
Il primo esperimento di genere noir del gruppo di Sedicimani.
Odio : chi mi fraintende, chi mi contraddice con argomenti banali, capperi e carciofi, la musica scadente ad alto volume, chi vuole avere a tutti i costi ragione, i fanatici cattolici, la superstizione
Amo : baciare, abbracciare un amico/a, cioccolata e molti altri dolci, chi mi capisce ad un'occhiata, ricevere lettere.
La mia musica : secondo l'umore (Nirvana, The Rasmus, Depeche Mode, Muse)
I libri che mi hanno più colpito : Momo (M.Ende), Il caso di Saint Fiacre (G.Simenon), Il mondo di Sofia (J.Gaarder), L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello (O.Sacks), L'ombra del vento (C.R.Zafon), Ti prendo e ti porto via (N.Ammaniti)
Ha ragione Saviano: in alcune parti d'Italia la vita, evidentemente, non vale niente. La gente per paura scappa dalla parte opposta al cadavere, non ci passa accanto e fa finta di non vedere come si vede nella versione integrale del video di cui alcuni fotogrammi erano pubblicati ieri su "La Repubblica". Chissà quanto tempo è passato poi dal fatto al momento che qualcuno ha telefonato (anonimamente, immagino) alle forze dell'ordine.
Non è accettabile. Nemmeno gli animali fanno così. Gli animali, appunto, come minimo scappano in tutte le direzioni se qualcuno spara in mezzo al branco.
Io non abito da quelle parti, mi si può dire, ed è facile giudicare nella sicurezza della mia casa, in un luogo in cui assistere ad un omicidio in pieno giorno è piuttosto raro. Vero, ma l'indifferenza per il sangue è qualcosa di universalmente atroce. E' lecito rinunciare a correre dietro al camorrista, perché nessuno è tenuto a rischiare scioccamente la vita per un morto, così come è lecito scappare; è lecito avere paura di denunciare l'assassino, perché da quelle parti se sei uno che parla lo sa tutto il quartiere. Quello che davvero non si può accettare è il fatto che si possa tollerare giorno dopo giorno questo clima di insicurezza.
Come è possibile uscire di casa senza l'angoscia di incrociare la traiettoria di un proiettile, se pure indirizzato a qualcun altro? La gente oppressa da una vita incomprensibilmente precaria può tacere la prima volta, la seconda, la terza, forse la quarta. Poi come minimo si ribella. O scappa a chilometri di distanza. Come quando qualcuno ti punta una pistola contro in ogni caso devi rischiare: o rischi nel reagire o nello scappare. Non si rischia la vita per un morto, ma per se stessi e per i propri cari ancora vivi sì. In ogni caso la sensazione di profondo disgusto è forte, per me. Non la provo perché abito a 400 chilometri di distanza da quell'inferno, ma perché sono uomo.
Finalmente ho trovato una distro di Linux sufficientemente semplice da installare e usare! Senza di questa avrei avuto reali possibilità di non riuscire mai ad utilizzare con profitto (che poi è quello che conta...) questo sistema operativo.
Ho già detto che Windows non mi piace, anche se devo ammettere che gli ultimi anni con XP non sono stati poi tanto drammatici. Credo sia stata l'idea di non poter usare qualcosa di diverso a farmelo venire tanto in odio. Non si discute poi sul fatto che sapere dell'esistenza di un sistema operativo a costo zero e dal promettente futuro (Linux, appunto) mi ha sempre solleticato.
Secondo me Bill Gates dovrà inventarsi qualcosa di davvero geniale per continuare a vendere a caro prezzo il suo prodotto di punta nei prossimi anni. Non tutti sanno infatti che il grande successo dei netbook negli ultimi mesi sembra aver costretto il colosso di Redmond a rivedere il prezzo di Windows su queste macchine, costruite espressamente per costare POCO. Io mi ricordo che quando ho comprato il mio ultimo computer vecchio stile, ovvero un bel desktop con schermo da diciassette pollici e case ingombrante, il sistema operativo costava qualcosa come 100 euro. I netbook si vendono oggi anche a 260 euro, si capisce dunque che non è immaginabile caricare sul prezzo finale altri 100 testoni per un originale Microsoft. Infatti il primo EeePc della Asus funzionava con Linux e Microsoft ha seguito il trend rimettendo in ballo XP, che stava per essere mandato in pensione da Vista, a prezzo di supersaldo. Infatti il mio netbook è dotato di serie di XP e Microsoft deve aver limato davvero tutti i costi possibili, perché non mi hanno dato nemmeno il disco di installazione! Proprio così: XP si ri-installa (per le solite formattazioni annuali) attraverso un programmino apposito della Acer che recupera i dati da una partizione nascosta e protetta dell'hard-disk. La mia copia originale di XP nemmeno esiste, se non sotto forma di una manciata di byte sul disco fisso!
Sono curioso di vedere gli sviluppi futuri. Comunque Linux va bene, ci sono persino gli aggiornamenti online. Mi sto sforzando di identificare i reali vantaggi di Windows, ma mi sfuggono. Forse ce ne è uno: la gente che usa il computer per scopi ricreativi è ormai abituata ai prodotti Microsoft e, io testimone, è difficile cambiare. Tra un po' d'altra parte prevedo che gli OS open source saranno così diffusi da aggirare anche questo ostacolo. E la pigrizia della gente non è un investimento sicuro a lungo termine.
Niente paura! Non mi sono cadute le mani! Sono solo stato fuori Firenze e non potevo contare su una connessione internet.
Aggiornerò presto. Mi devo solo riprendere dalla trasferta.
Bye
Oggi a Roma si svolge la manifestazione per la libertà di stampa. E' possibile seguire in diretta lo svolgimento della stessa collegandosi a YouDem.tv, a RepubblicaTv, ed al sito della CGIL.
Io dovrei essere lì con loro, dal momento che concordo pienamente sulla necessità di far sentire la propria voce, dopo i ben noti eventi (noti a chi si sforza un minimo di informarsi). D'altra parte soffro di una scarsa capacità di organizzazione (la settimana appena finita non mi ha lasciato molto tempo per fare piani) nonché di scarso coraggio (se ci fosse stato qualcuno di mia conoscenza ad andarci l'avrei seguito senza esitare, ma da solo...). Mi sembra il minimo dunque dedicare il post di oggi all'evento, nonostante possa contare sul seguito di pochissimi lettori, che su questo blog ci capitano più che altro per caso.
La libertà di stampa e di espressione sono ancora vive in Italia, nessuno lo può seriamente mettere in dubbio. Io ho ancora la libertà di esprimere la mia adesione all'evento senza che qualcuno oscuri la mia pagina web, o peggio vengano a bussare alla mia porta due loschi figuri in impermeabile a portarmi via. Nonostante questa libertà venga ancora garantita trovo comunque necessario che un cittadino degno di questo nome si faccia sentire come può se ha la sensazione che qualcuno punti a toglierla di mezzo.
La libertà di cui ora godiamo come cittadini italiani ha avuto un prezzo piuttosto alto, in termini di vite umane. Sembra che i caduti tra le fila dei partigiani della Resistenza italiana siano secondi solo a quelli degli omologhi yugoslavi: nemici diversi, obiettivo comune. Mi sembra lecito ed opportuno dunque agitarsi al solo sospetto di attentato, così come è lecito agitarsi nell'intravedere una pistola sotto la giacca di chi ci sta davanti. Quanto più teniamo a qualcosa tanto più vogliamo proteggerla da chi ce la vuole togliere.
Saluto i miei lettori. Invito a collegarsi ad uno dei siti che ho indicato ed a vedere quello che sta succedendo a Roma. Non importa il colore politico per apprezzare una sana dimostrazione di democrazia, di quella vera.