Oggi faccio un po' di informazione pubblica.
www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_876769583.html
Nel collegamento che ho pubblicato sopra si parla del decreto varato dal Consiglio dei Ministri volto a bloccare, con precisione chirurgica e come si dice "ad personam" (non si fanno le leggi sui casi particolari, di una sola persona!), i preparativi per fare in modo che la drammatica storia di Eluana Englaro arrivi alla sua giusta fine. Io non ho nessuna voglia di pronunciarmi sul caso, ho già espresso la mia opinione in merito e non voglio tornarci. Troppo ormai si è parlato di Eluana e dopo la sentenza della Cassazione è giusto che questo dramma torni alla sua dimensione legittima: quella familiare. E' una questione di rispetto delle persone: va bene perorare le proprie cause in pubblico quando si ritiene di avere ragione, ma si arriva sempre ad un punto in cui bisogna fermarsi, per decenza. Non è un segreto che negli ospedali i ricoverati in coma irreversibile vengano lasciati pietosamente andare, senza infierire con trattamenti inutili e buoni solo a prolungare una vita che non è più tale; queste cose però si fanno nell'ombra, mentre gli Englaro hanno avuto l'ardire di voler procedere alla luce del sole, pagando con sedici anni di sofferenze e di tribunali: questo succede agli Italiani che vogliono seguire la legge! Negli ultimi giorni poi i servizi di testa dei telegiornali sono puntualmente dedicati a questa dolorosa faccenda e non ho problemi ad affermare che mi sento nauseato. Aggiungerei anche che a ben guardare il problema è tutt'altro che religioso: il Vaticano tollera senza fare troppi proclami che le persone di cui sopra vengano "lasciate andare", purché senza clamori e senza pubblicità, mentre gli Englaro hanno fatto diventare il caso pubblico (l'hanno presentato nei tribunali) e il rischio che questo diventi un esempio per il futuro è evidentemente insopportabile per questa gente.
Sono nauseato dallo sfruttamento che di quel corpo si sta facendo per ribadire il principio secondo cui qualcuno in questo Paese ha diritto all'ultima parola sulle questioni morali. Provo ribrezzo a sentire cose come "La legge di Dio è superiore a quella dell'uomo", perché credo che sia il modo migliore per distruggere la società civile: la legge di Dio tutela chi ci crede, ma a me chi ci pensa? Quando la legge di Dio supera quella dell'uomo i terroristi si fanno esplodere in luoghi affollati, oppure accendono il fuoco sotto i piedi delle streghe.
Sono poi massimamente nauseato dalla vista di politici che per conquistare i cosiddetti voti cattolici non si facciano scrupolo di speculare su questo caso, mentre forse sarebbe sufficiente annunciare l'ennesimo taglio delle tasse per farli abboccare; forse potrebbe funzionare anche l'apertura della caccia all'immigrato con i forconi, ma su questo ho delle riserve: meglio di no.
In questi giorni ho l'impressione di assistere - qualcuno mi dica che non è vero, per favore - ad un abuso di potere bello e buono per ostacolare l'esecuzione di una sentenza ormai inappellabile. Sarebbe lecito se il Governo emanasse un decreto per scarcerare un rapinatore? No! Così come non è lecito che per bloccare una e una sola sentenza si sfruttino misure, come i decreti, dedicate a ben altri scopi. Il bello è che non lo dico io, lo dice lo stesso Presidente della Repubblica, a cui va riconosciuta la massima competenza in materia: sta lì proprio per questo, per giudicare se i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) lavorano come si deve. Dirò di più, il Presidente della Repubblica ha mandato una lettera al Presidente del Consiglio (
www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro/testo-lettera/testo-lettera.html) per far notare che un decreto del genere si sarebbe rivelato PALESEMENTE incostituzionale, ma questo non ha fermato l'iter del decreto. Che gli hanno risposto dal Governo?
Si cambia la Costituzione, allora!!! (
http://tv.repubblica.it/dossier/eluana/eluana-scontro-berlusconi-colle/29114?video). Bella davvero come risposta!
Sbaglio a pensare che si tratti solo di un'azione di forza, in barba a tutte le regole di governo e di buon senso? No, non mi sbaglio. Le azioni di forza non devono esistere in uno Stato democratico, soprattutto quando violano palesemente la Costituzione, che (se qualcuno non lo sapesse) è l'unica vera legge che deve essere sempre rispettata e tutela tutti i cittadini, indipendentemente da sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali (Art.3 della Costituzione). La Costituzione non si cambia per motivi di questo genere, per rispondere ad una esigenza PARTICOLARE (quella del caso Englaro).
Ecco perché sono preoccupato per il futuro.
Bye