venerdì, 31 ottobre 2008, ore 18:45

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasfornare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori, si dice, di quelle di stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi, ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950. Pubblicato sulla rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950.

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Beninteso, le responsabilità di questa situazione non sono nè solo di destra nè solo di sinistra. Gli scriteriati che stanno facendo tutte queste manovre SBAGLIATE, in senso civico e morale, non le potrebbero fare se non ci fosse un'opposizione INDEGNA di questo nome.
(Se il senso della precedente frase non fosse  stato colto in pieno, prego rileggere)

Il guaio è che non si può nemmeno andare in giro a dire: "Oh, hai visto che stanno combinando questi della destra? Ricordatene alle prossime elezioni!" Questo discorso è stato fatto di fronte ad una paziente da una dottoressa berlusconiana convinta, parlando del ticket da pagare per fare una MOC. Io non me la sento proprio di fare lo stesso con chi ha visto in Silvio (uncyclopedia.wikia.com/wiki/Silvio_Berlusconi) il salvatore del popolo. Il motivo sta tutto qui: se da una parte abbiamo fulgidi esempi di delinquenti matricolati, dall'altra abbiamo degli inetti confusi. Scegliere e dura, lo so. E non me la sento di biasimare chi in questa schifezza almeno spera di non pagare l'ICI.

Mi sono angustiato abbastanza.

Bye

moody83
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giovedì, 30 ottobre 2008, ore 19:08

www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/corteo-striscioni/21.html

www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/facce-corteo/29.html

www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/facce-corteo/32.html

www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/facce-corteo/27.html

Mi dispiace non poter partecipare alla protesta. Voglio pubblicare qualche link a foto scattate a Roma da parte dei manifestanti, perchè le veda magari anche qualcuno che non legge "La Repubblica". Ho scelto le foto che mi sembravano più interessanti.

Da qualche giorno c'è aria di blocco della didattica anche nella mia facoltà. Una spiantata mi ha chiesto di firmare contro il blocco e ho rifiutato guardandola con molta pena. Non posso impegnarmi attivamente nella protesta, non me lo posso permettere, ma non posso non prendere posizione.

Torno a studiare.

Bye
moody83
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lunedì, 27 ottobre 2008, ore 21:36

Ho finito il libro di Baldini.

Mi dispiace, DoktorDeimos, ma non mi è piaciuto poi molto. La disperazione strisciante che lo pervade e alcuni passaggi che mi hanno fatto temere di avere qualche somiglianza con Bruno sono stati i principali motivi che mi hanno reso contento di aver raggiunto la fine.
Alcuni libri hanno un tempo giusto per essere letti, forse questo era quello sbagliato per "Nebbia e cenere".

E' indubbiamente un libro molto speciale, soprattutto per il modo in cui l'autore conduce il lettore nella storia: si vede che Baldini ha un notevole talento. Credo di poter dire che questo libro è oggettivamente geniale, ma negativo dal punto di vista soggettivo. Probabilmente c'è chi lo può apprezzare adeguatamente, ma non io e non ora.

Non so se consigliarlo.

Bye
moody83
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domenica, 26 ottobre 2008, ore 10:32

Ieri pomeriggio sono riuscito a visitare il Festival della Creatività, o meglio una parte. La cosa che colpisce di questa manifestazoine è la vastità: su tutta la superficie della Fortezza da Basso, che non è indifferente, sono state organizzate esposizioni degli oggetti più vari. Io credo che avere una visione d'insieme del tutto sia pressochè impossibile, ammesso di riuscire a visitare tutti i padiglioni.
Io sono riuscito infatti a visitare e comprendere nella mia limitata testolina soltanto il piano interrato del Padiglione Spadolini, dove c'era l'esposizione di tecnologie innovative quali quelle robotiche e di realtà virtuale; poi la mia attenzione è stata catturata per cinque minuti buoni dal progetto della IED (chevvordì? prego cercare su motore di ricerca) di un'automobile e chi mi conosce sa che sono sempre stato sensibile a questo genere di cose. C'era poi uno stand dedicato alla realtà virtuale di Second Life, che purtroppo ho scoperto solo alla fine del pomeriggio, in cui ho trovato un'espositrice che mi ha accolto con calore, baci e abbracci; suggerisco caldamente di fermarsi a chiedere informazioni a quel banco (chissà se anche oggi c'è...).
Sempre nel padiglione, ma al piano superiore (piano terra), ho notato la dimostrazione di nuove tecnologie di produzione d'energia, da quelle che permettono di produrre idrogeno con pannelli fotovoltaici a quelle che sfruttano batteri rossi sulfurei. Io sono interessatissimo a questo genere di cose e da individualista quale sono l'idea di poter produrre energia autonomamente mi affascina dannatamente.

E poi sono arrivato al padiglione 7 (mi pare) dedicato ai libri e alla degustazione di cibi. A pensarci mi sembra proprio un bell'accostamento, forse perchè nutro un certo interesse per entrambi. Poco prima di entrare ho sentito con queste orecchie qualcuno che diceva: "Dentro ho mangiato un cannolo siciliano... buonissimo!" E lì ho cominciato ad agitarmi, anzi a smaniare. Appena entrato mi sono parcheggiato vicino allo stand di una ditta cuneese di produzione artigianale di dolci, essenzialmente a base di cioccolato, ho ascoltato ammirato quello che diceva l'espositrice e ho comprato a peso d'oro un assaggio ad uso personale di cioccolato in forma di "cuneesi" (che assaggerò domani sera, credo). Ma la mia smania non aveva fatto che crescere, così non ho potuto fare a meno di soddisfarla concedendomi un eccezionale cannolo dello stand dei siciliani. Alla fine sono scappato, sia perchè rischiavo di spendere tutto quello che c'era nel portafogli (e ce ne era più del solito...) sia perchè ho pensato con terrore che il ticket del parcheggio era già scaduto da qualche decina di minuti. A proposito, mi sembra un crimine contro l'umanità quest'ansia da parcheggio a pagamento: io chiederei alla Corte Penale Internazionale di pronunciarsi a proposito.

Così la mia visita s'è conclusa, con una corsa fino al parcheggio tenendo ben stretto in mano il pacchetto dei pochi e costosissimi cuneesi.

Bye
moody83
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lunedì, 20 ottobre 2008, ore 19:47

Oh, non pubblico da cinque giorni! Grave!

Il fatto è che in questi giorni sono stato super-impegnato e il fine settimana l'ho impiegato per riprendere fiato dopo sette giorni decisamente pesanti. Stamattina addirittura non riuscivo a buttarmi giù dal letto, nonostante fossi andato a letto presto la sera prima. Mi sentivo ottuso come un angolo di 179°59'59'': ottusissimo-quasi-piatto. Mi ci è voluta mezz'ora buona per capire da che parte infilare i pantaloni e un'ora per essere in grado di aprire la porta di casa, che ha una serratura un po' complessa. Per fortuna guidare l'auto di solito mi riesce a svegliare e verso le nove ero abbastanza lucido per fare il mio lavoro della tesi. Poi ho fatto due ore di lezione, un pranzo frugale e di nuovo in ambulatorio per finire il lavoro della mattina. Poi tirocinio in Medicina Interna. Poi a casa.
Per questo non ho nulla di emozionante da raccontare. O meglio, la materia c'è ma è coperta da segreto professionale.

Ho preso in biblioteca un libro da leggere: "Nebbia e cenere" di Eraldo Baldini. Mi è stato caldamente suggerito, dunque lo leggerò nei prossimi giorni. Domani mi aspetta un'altra giornata pesante ma meno di oggi. Andrò comunque a letto presto e sono felice di avere un nuovo libro da leggere.

Bye
moody83
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mercoledì, 15 ottobre 2008, ore 22:30

"Scusa... Per caso sai come si apre il serbatoio di una Yaris?"
(Con un apriscatole? Con un trapano? Con un piccone? A calci? Con la fiamma ossidrica col rischio di saltare in aria?)

Di solito quello del rifornimento di benzina, fatto rigorosamente al self service dopo le 19.30 perchè costa meno, è un momento abbastanza poco sociale, almeno secondo me. La gente apre il portafogli, tira fuori banconote da dieci o venti euro e le inserisce con diversa convinzione nella fessura apposita, spesso sbircia almeno due volte il numero della colonnina per non rischiare di pigiare il bottone sbagliato, poi apre il bocchettone del serbatoio e vi inserisce il contagocce apposito con il marchio del gestore stampato sopra. Così si comincia a far fluire il prezioso liquido, poi la pompa non si blocca sempre troppo presto.

Ho una certa esperienza di soste-rifornimento e ho imparato che le poche occasioni in cui gli automobilisti si scambiano qualche parola coincidono con i malfunzionamenti della macchinetta mangia-soldi: frequente il "Non prende il bancomat", ma mai quanto "Non prende le banconote da cinque euro". Talvolta capita comunque che qualcuno faccia domande strane. Poco tempo fa un gruppo di apparenti tifosi di calcio, alle ore due di notte circa, mi ha chiesto: "Da che parte si va per Viareggio?" Una domanda opportuna dalle parti di Marina di Pietrasanta, forse, non a trecento metri circa dal casello autostradale di Firenze Sud. Mi ricordo che risposi: "Dall'autostrada?"

Stasera una donna (ahimè, con tutta probabilità più anziana di me...) mi ha chiesto come si aprisse il serbatoio della Yaris. Sul momento mi è venuta voglia di chiedere come avesse fatto a viaggiare fino ad oggi, nonostante avessi in mente lo slogan "Più potenza e meno consumi" (primo teorema di Yaris?). Ma non l'ho fatto perchè sono educato. E poi la macchina era di una carrozzeria, quindi vettura di cortesia, quindi non la macchina della malcapitata. Sono d'altra parte un buon uomo, capace di fare cose come  aprire il cofano motore o cambiare uno pneumatico, e non potevo esimermi dal mettermi a disposizione.
Ho scoperto dopo due occhiate e l'apertura dello sportello lato guida che la Yaris (almeno il modello vecchio) ha una levettina sotto il sedile per aprire lo sportellino del serbatoio. E' un'auto geniale, no? Dunque la soluzione non poteva che essere lontana dal problema (lo sportellino)! Sono stato rapidissimo e ho sfoggiato uno sguardo da "Scusa se sono figo!" Un vero uomo. Soprattutto perchè dotato di una mostruosa autoironia oltre che di una colossale modestia, aggiungerei.

Chissà perchè queste intuizioni eccezionali non mi capitano mai quando sarebbero più utili? Tipo ad un esame o davanti alle domande inaspettate dei pazienti...

Bye
moody83
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lunedì, 13 ottobre 2008, ore 21:39

Non c'è niente di meglio dell'iniziare la settimana con undici ore di full immersion nel grande vascone di Careggi. E' una sensazione particolare, come calarsi in una piscina profonda ma vuota ed essere in ritardo per un appuntamento.
Domani ho incombenze preoccupanti. In background ci sono cinque ore di lezione, che naturalmente a causa delle suddette incombenze dovrò parzialmente saltare. Devo innanzitutto andare a cercare il doctor che mi segue per la tesi: avrei dovuto parlarci oggi pomeriggio ma il lavoro che dovevo svolgere me l'ha impedito (sono uscito dall'ambulatorio alle 20... follia!); c'è da considerare il non trascurabile particolare che ogni volta che vado a parlare col mio tutor perdo ore. Poi devo scarpinare fino al Dipartimento di Igiene per iscrivermi ad un esame, la mia borse pesa sempre troppo e gli edifici dell'Università sono sempre troppo lontani. I due impegni che ho illustrato sicuramente mi porteranno via la mattinata intera, lo so che finisce sempre così, e a me non piace spendere più tempo del dovuto.

Uff... Non sono abituato ad avere tutti questi impegni!

Continuerei volentieri a scrivere, potrei raccontare quello che ho fatto oggi... Una giornata fisicamente e persino emotivamente pesante. Ma sto cedendo alla stanchezza. Ora quello che ci vuole è una coperta sulla pancia e un buon libro da leggere per mettere a nanna i neuroni. Cercherò di sopravvivere a questi giorni per aggiornare il blog.

Bye
moody83
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sabato, 11 ottobre 2008, ore 17:08

www.repubblica.it/2006/05/gallerie/sport/record-velocita/1.html

Non solo su pista! Io ne incontro quotidianamente la mattina andando all'università, almeno uno al giorno e spesso in motorino. Per questo quando qualcuno tenta di tagliarmi la strada ormai non mi arrabbio più, perchè capisco che non deve avermi visto, nonostante la mia auto abbia un'area frontale di più di 2 metri quadrati e gli abbaglianti spianati. Un'ulteriore prova è che quando suono il clacson di solito interrompono la manovra prima di venirmi addosso, perchè se non ci vedono almeno ci sentono. Quelli che non desistono e mi si piazzano a due centimetri dal paraurti facendomi lasciare qualche grammo di gomma sull'asfalto devono essere necessariamente anche sordi.

Il solo pensiero che quella gente non abbia un grave difetto di vista o di udito mi fa venire i brividi. O forse no, a farmi venire i brividi è il sospetto che la patente venga data a molti idioti patologici, inguaribili impediti o tenaci distratti.

Bye
moody83
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giovedì, 09 ottobre 2008, ore 18:51

Non aggiorno il blog da quasi una settimana. Non sta bene. D'altra parte non ho grande ispirazione per scrivere. O meglio, gli argomenti di cui discutere non mancherebbero, ma disgraziatamente appartengono al tema "attualità" che di questi tempi tanto poco va di moda. Quindi, come si dice (e aspettavo da tempo l'opportunità di farlo...), nisba!

Oggi potrei dedicare il post alle letture consigliate. Ho finito di leggere da poco un libro che forse avrei dovuto maneggiare in età più tenera (secondo la classificazione Dewey è letteratura adolescenziale), ma in fondo a chi interessa? Il libro di cui parlo è "A me le guardie!" di Terry Pratchett.
Mi è piaciuto molto. L'ambientazione è fantasy e questo potrebbe far storcere il naso a qualcuno, dal momento che a volte mi sembra che i cultori di questo genere siano una categoria un po' a sè tra i lettori. Si parla dunque di draghi, di maghi, di re e di principesse che vivono in un mondo fantastico chiamato "Mondo Disco" (si può immaginare il motivo). Quello che caratterizza però questo libro e (a quanto pare) tutta la relativa saga di Pratchett è un umorismo acuto e dissacrante che accompagna chi legge pagina dopo pagina segnando il ritmo della narrazione e alimentando una sana brama di arrivare in fondo al racconto. Attenzione: ho parlato di umorismo acuto, il che non vuol dire assolutamente demenziale. Lo dico perchè quando la gente sente che si ride pensa facilmente che si tratti di idiozie e ne ignoro il motivo.
Questo è ciò che ho percepito io.
In particolare ho gradito la caratterizzazione che Pratchett ha dato ai personaggi umani, capaci di basse meschinità e quasi inconsapevoli atti di coraggio. In questo libro non ci sono cavalieri senza macchia e senza paura che vanno al banchetto del drago (che nel menù ha, guarda un po', proprio cavaliere in salmì) e gli squarciano il gargarozzo senza nemmeno sporcare l'armatura, ma uomini tenacemente timidi in senso latino che gli eventi fanno comportare in maniera eroica. A me pare che l'umanità non potrebbe essere descritta in maniera più gustosa, sicuramente estremizzata ma non troppo lontana dalla realtà. Eroi non si nasce, purtroppo o per fortuna.

Ho tirato fin troppo per le lunghe la recensione. Ho da fare un sacco di cose stasera. Quello che mi resta da dire è: raccomando di leggere il libro e di comunicarmi le impressioni a caldo. A breve leggerò un altro titolo della saga di Pratchett, diciamo quando avrò finito di leggere un altro libro che con il genere fantasy ha poco a che fare.

Bye
moody83
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martedì, 07 ottobre 2008, ore 07:50

Stamattina la sveglia ha suonato alla solita ora, ma mi sono riaddormentato come se nulla fosse. Credo che perderò le prime due ore di lezione, d'altra parte mi sembra inutile scapicollarmi fuori di casa per arrivare comunque in aula con il prof che ha già cominciato a spiegare.

Il problema della sveglia è grave, non lo nego. Non è la prima volta che capita, eppure ieri sera sono andato a letto piuttosto presto e dopo aver letto qualche pagina di libro mi sono addormentato. Mi sa che devo trovare il modo di cambiare la sveglia, dato che non ho idea di come fare a cambiare la testa.

Bye
moody83
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