martedì, 30 ottobre 2007, ore 22:59

Sto aspettando l'ispirazione per dormire. Inoltre sto pensando al fatto che dopo due giorni non sono ancora riuscito a configurare come si deve il router. Sarà anche perchè non ho avuto molto tempo da dedicare. In particolare la connessione wireless funziona e posso navigare su internet, però non funziona la LAN Wireless e non riesco a capire come impostare la protezione della rete. Sono sicuro che la soluzione al problema sia banale, ma ho il cervello in avaria costante ultimamente.

Sospetto che le fasi lunari abbiano un qualche effetto sulla mia psiche. Mi sa che sono lunatico sul serio. Più probabilmente si tratta di un fatto ormonale. In particolare mi sto rendendo conto che periodicamente entro in uno stato di agitazione che mi impedisce di prendere sonno. La nonna poi (che in questo periodo è ospite in famiglia) soffia allegramente sul fuoco. Seduta sulla sedia mi scruta e poi sorride. "Beh, che c'è?", le dico. E lei, candidamente e a bruciapelo, dice: "Tu sei innamorato!"

Io non credo.  Sicuramente sono disponibile, ma di certo non innamorato. Cosa c'entrano infatti l'iperirritabilità, il sonno disturbato, il risveglio lacerante (sì, questa è la sensazione), i sintomi similparanoidi... No no, qui c'è dell'altro! La nonna ha toppato, mi sa. L'unica conferma alla sua diagnosi è forse il fatto che in questo periodo mi sto vestendo in maniera più curata. Ma non basta.

Mah, domani ci rifletterò un po'. Magari domattina, in macchina, sulla via dell'Università. Magari riesco a trattenermi dello smoccolare contro i sonnolenti guidatori feriali.

Bye
moody83
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lunedì, 29 ottobre 2007, ore 22:22

La community si è espressa e questo è il risultato:

1) Morgan Venner, 5 voti;
2) DoctorDeimos, 4 voti;
2) DottoressaEva, 4 Voti;
3) moody83, 3 voti;
4) kiraek, 2 voti;
5) livelove, 0 voti.

Quindi direi che questa sfida è stata vinta da MorganVenner. Il suo finale è quello che concluderà di diritto il racconto.

Spero che vi siate divertiti tutti, cari collaboratori e lettori. Forse un giorno ripeteremo l'esperienza, chissà quando. Io mi sono divertito tantissimo e soprattutto sono orgoglioso di aver avuto al mio fianco tanto validi collaboratori.

C'è da stabilire la data per la pizza degli autori. Qualche preferenza? Io sono abbastanza accomodante, quindi non ho preferenze particolari. Non saranno tollerate defezioni, questa volta, quindi cerchiamo di metterci d'accordo per bene.

Ora devo assolutamente andare a dormire. Ho alle spalle sette ore di lezione e almeno un paio per la configurazione del nuovo router wi-fi (che peraltro non ho completato e credo dovrò andare a chiedere aiuto a qualcuno...): sono appena riuscito a impostare il collegamento internet. Una volta mi sentivo portato per queste cose, ora non più.

Bye
moody83
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domenica, 28 ottobre 2007, ore 18:30

Urge fare un punto della situazione. Ho diversi argomenti a cui dedicare un post.

1) Mi è stato chiesto di parlare della mia parentesi da fumatore.
2) Ieri sera ho visitato il Festival della Creatività alla Fortezza da Basso.
3) Avrei da lamentarmi un po' circa la situazione in cui versa ancora camera mia e delle relative difficoltà a studiare.
4) Poi ci sarebbe la questione di un certo disegno di legge datato 3 Agosto 2007 per il riordino della legislazione nel settore editoriale; l'ho letto (con non poca fatica) e mi domando se possa avere qualche influenza sulle mie pubblicazioni sul blog. Suggerisco ai blogger che mi leggono di scovare il DDL per dare un'occhiata, per il momento.
5) Bisognerebbe tirare le somme della votazione del racconto a puntate ed occuparsi del "progetto cena" con i collaboratori.

Bah... Di che posso parlare oggi?
Ho poco tempo, quindi credo sceglierò il Festival della Creatività. La parentesi "fumatore" può aspettare ancora un po'.

La scelta di andare al Festival della Creatività è stata presa soprattutto in virtù della originalità dell'evento. Di solito il sabato sera, per vedersi con gli amici, si finisce sempre per imbucarsi in qualche pub. In verità la cosa non mi dispiace troppo, a meno che il locale sia troppo rumoroso o più genericamente sgradevole; non è male chiacchierare di fronte ad una buona mezza pinta (evito di prenderne di più) di birra: l'alcool è un utile accompagnamento in un incontro sociale. Però è l'andare SEMPRE al pub che un po' mi infastidisce, il fare sempre la stessa cosa e il tornare spesso negli stessi posti. Perchè la compagnia di solito è buona.
Per i motivi di cui sopra la mia proposta di visitare la Fortezza ha riscosso un certo apprezzamento nella compagnia. Ho gradito ancora di più trovare facile parcheggio, dal momento che il traffico era decisamente più intenso del solito e la gente faceva file "ragguardevoli" per entrare nei parcheggi sotto la Fortezza. Alla fine della serata ho scoperto anche che la difficoltà per entrare era paragonabile a quella per uscire. Dunque ho fatto il mio ingresso alla Fortezza con quel sorriso tipico di chi è riuscito dove altri non hanno nemmeno avuto il coraggio o l'ottimismo di provare. Piccola soddisfazione, ma anche di questo si campa!

La Fortezza era piena, stracolma, traboccante di gente. Soprattutto in prossimità delle uscite. Devo dire di essere stato positivamente impressionato da tutta quella vita, evidentemente la mia sfumatura misantropa era rimasta a casa. Ottimo. Inoltre appena fuori dall'ingresso ho intravisto due studenti di Medicina, quindi ho deciso di contare quanti come loro avrei incontrato. Ne ho contati, insieme ai miei amici, 8 (se non ricordo male) in un'ora abbondante di visita. Pensavo di più.
Molti spazi espositivi a quell'ora erano chiusi e i locali che ho visitato mi hanno non pienamente soddisfatto. Devo dire però che in uno di quelli mi è venuta un'idea per riempire il paio di metri quadri di muro che ho dietro la scrivania. Inoltre l'immersione nella folla mi ha messo di buon umore e questo ha sopperito alla limitata soddisfazione per la mostra. Se ci fossi andato di pomeriggio avrei visto più cose e sarei rimasto più appagato, suggerisco dunque la visita ai lettori di pomeriggio.

A mezzanotte abbiamo pensato di andare in qualche locale, ma con la complicità del traffico in uscita dal parcheggio sotto la Fortezza (i miei amici avevano parcheggiato lì), del serbatoio in riserva della macchina (con il relativo tempo speso a cercare un benzinaio self -service aperto) e di qualche difficoltà a trovare parcheggio abbiamo fatto le 2: troppo tardi per i locali, che erano in chiusura. Abbiamo deciso unanimemente di andare a nanna.

Bye

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Si ricorda che la votazione per il finale migliore di Sedicimani sarà dichiarata conclusa alle ore 23.59.59 di oggi. Si ricorda di votare il finale preferito con un commento a questo, non nelle linee guida della votazione.
Si ringraziano i votanti per il gradito aiuto.
moody83
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venerdì, 26 ottobre 2007, ore 22:35

Una notte in discoteca.
Una delle poche.
Quando ancora avevo motivi di interesse per frequentare un posto del genere.
Ora non la gradisco più.
Era inverno.
Pioveva.
Avevo la patente da pochi mesi.
Erano le tre di notte.
O di mattina... Basta intendersi.
Un padre molto apprensivo.
Di quelli che dicono: "Mi fido di te ma non degli altri. Le strade sono piene di ubriachi il sabato sera."
In auto.
Uscendo dal parcheggio del locale.
Prima di imboccare la strada di casa.
La musica rimbombava ancora nelle orecchie.
L'autoradio spenta.
Solo mio cugino in macchina con me.
In silenzio.
Squillo del cellulare...
Non mi ricordavo di averlo lasciato acceso.
Guardo il display.
"BABBO CELL"
 Un pensiero: "Oh, no..."
"Ma ancora non dorme a quest'ora?"
"Lo so, attaccherà col suo solito pistolotto..."
"E ora che gli dico?"
Il dito sulla tastiera.
Un'idea mi attraversò la testa.
Risposi.

"Buongiorno!!!" - dico io con un sottile sorriso, colpevole e strafottente.
"... Buongiorno un CAZZO! Dove sei? Hai visto che ora è?"

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Temo che solo chi mi conosce a fondo possa gustare pienamente il significato di questa mia uscita.

Lasciando da parte queste quisquilie... La votazione langue un po'. Forza e coraggio, lettori! Pronunciatevi!

Bye
moody83
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martedì, 23 ottobre 2007, ore 14:40

Mi sono accorto che il numero dei votanti è un tantino limitato: in tutto sono stati espressi 8 voti. Non pochi ma nemmeno numerosi. Per questo ho pensato di prorogare i termini della votazione a Domenica 28 Ottobre, sperando che qualche altro lettore trovi la voglia di esprimersi.

I miei collaboratori non hanno obiezioni, vero?

Colgo l'occasione per ringraziare vivamente tutti i lettori che hanno votato: ho apprezzato molto il vostro contributo e spero che continuerete a seguirmi anche ora che questa avventura è terminata.

La classifica ad oggi è così formata:

1) DoctorDeimos, 3 voti;
2) DottoressaEva, 2 voti;
2) MorganVenner, 2 voti;
3) moody83, 1 voto.

A presto.

Bye
moody83
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domenica, 21 ottobre 2007, ore 15:29

Sono un po' di giorni che non scrivo nulla. Ho un ritaglio di tempo, lo farò ora!

Annuncio con gioia che i lavori in casa sono praticamente finiti. O meglio, ci sono da fare ancora alcuni ritocchi. La cosa più importante è che il letto è tornato in camera mia. Abbiamo faticato non poco a portarlo su ieri sera. Manca l'armadio e per quello bisognerà aspettare ancora un po', ma non mi preoccupo: quello che mi interessa è che ora ho di nuovo il mio spazio. Sono piuttosto individualista, evidentemente.
Stiamo rimettendo le luci al loro posto e stiamo rimettendo in ordine le stanze che avevamo riempito delle nostre cose. Il ritorno alla normalità è ancora lontano, però; non meno di un paio di settimane, perchè vanno fatti quei ritocchi di cui sopra. Per esempio l'idraulico non ha fatto le cose in maniera perfetta e la caldaia fa un po' le bizze: un po' preoccupante considerato il freddo di questo periodo. Poi al momento sono senza scrivania e questo si ripercuote negativamente sullo studio.

Ah, dimenticavo... Novità di oggi! Mio fratello mi ha chiesto se sono disponibile per dare ripetizioni di chimica ad una ragazza che si deve preparare per l'ammissione a Veterinaria. Almeno così ho capito. Sarà interessante vedere quanto mi ricordo di questa materia: ho sostenuto un esame per l'Università, mi ricordo che ho studiato molto e spero che la sostanza torni a galla. Poi credo mi possa fare bene avere un impegno che sposti almeno temporaneamente la mia attenzione da Medicina, dalla valanga di esami che devo fare, dalle lezioni massacranti del pomeriggio, ecc...

Per concludere ricordo a tutti i lettori che le votazioni per il finale del racconto a puntate sono aperte fino a domani. Cosa aspettate a leggervi quelle quattro righe di proposte di finale? Per chi ha ancora qualche dubbio circa il senso di questa iniziativa e le modalità per partecipare ricordo il link del bando:

http://lunaticochiamapianetater.splinder.com/post/14178211#comment

Bye
moody83
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lunedì, 15 ottobre 2007, ore 21:46

La settimana dedicata ai voti per il finale del racconto a puntate è appena iniziata. Invito tutti i lettori del blog a pronunciarsi entro il 22 Ottobre. Ho visto che il counter sta salendo, vuol dire che le visite ci sono!
So che alcuni hanno deciso di non seguire il racconto puntata dopo puntata, giudicando tale approccio troppo dispersivo, e di riservarsi di leggere tutta l'opera alla fine. Forse non ho tenuto nel debito conto questo particolare, ma spero che una settimana sia sufficiente.

Per il momento è tutto. Domattina dvo svegliarmi prestissimo e ogni minuto sottratto al letto è un minuto in meno domattina.

Bye
moody83
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lunedì, 15 ottobre 2007, ore 11:37

                                                   Racconto a puntate sedicimani

                                              Il piano segreto

 

Jasmine si toccò dolcemente il ventre, accarezzando virtualmente quel corpicino che nasceva in lei.... che rinasceva.....

Non poteva crederci, lo aveva fatto davvero... Paola, stava davvero rinascendo in lei. Si ricordò della notte nel rifugio, del piano segreto, di Paola... Tutto le sembrava così irreale, la testa le pulsava, ormai non riusciva più a distinguere il sogno dalla realtà, non sapeva più qual era la verità e qual era il sogno.. o forse l'incubo.

Sentì bussare alla porta. "Sarà Hans che è tornato, venuto per me, per starmi accanto...." pensò tra sè e sè..

E invece..

Andrea Scarpi varcò la soglia della porta, e vedendo Jasmine in uno stato di tranche che si accarezzava il ventre non potè credere ai suoi occhi. Come aveva potuto? Come aveva potuto fargli questo? Non lo avrebbe sopportato, non lo avrebbe permesso.

"Stupida ingrata!"

Dopo tutto quello che aveva fatto per lei, dopo tutto quello che aveva fatto per permettere al suo amore di crescere, per costruire un futuro insieme, questo era il risultato.

Il suo Amore, il suo sogno proibito.. ora aspettava la bambina di un altro uomo. Per lui era davvero troppo... Forse adesso poteva davvero capire cos'era successo quella notte, il comportamento di Jasmine, talvolta così freddo, talvolta così amoroso.. Era tutto un piano, tutto prestabilito, e lui... povero ingenuo, accecato dall'amore ci era cascato..

Non poteva perdonarla, ma come aveva potuto??

Gli si scagliò addosso con la ferma intenzione di mettere fine una volta per tutte a questa farsa...

"Pagherai, pagherai per quello che mi hai fatto!", e si scagliò su Jasmine, il cui sguardo era ancora perso nel vuoto, mentre la mano carezzava dolcemente il ventre.

La violenza con cui Andrea Scarpi la colpì la fece sobbalzare, facendola rotolare sul pavimento priva di sensi..

"E adesso finirà, finirà una volta per ...."

Un colpo sordo lo mise a tappeto, senza che avesse il tempo di rendersi conto che qualcuno era entrato nella sala.

"Che diavolo stai facendo Scarpi" tuonò Ruben Lukes.. "Non vorrai che ti rinchiuda di nuovo dove sai tu.... Scarpi Scarpi Scarpi... quante volte ti ho detto in vita tua che dovevi stare lontano dalle gemelle, quante volte... Ma tu ti ostinavi, tu non stavi mai al tuo posto... Recidivo, direi" ... un ghigno apparve sul volto del Dottore... "Credo sia proprio giunto il momento che tu faccia ritorno dove ben sai....così non darai più fastidio a nessuno..."

"Ho solo cercato di proteggerle! Innanzitutto da lei!" balbettò Andrea pulendosi un rivolo di sangue che gli usciva dalla  bocca.

"Proteggerle.... Ah ah ah...Questa sì che è davvero bella. Come se tu ne fossi capace! Ma guardati, come sei ridotto.." rispose il dottore.. "E poi, lo sai che non ho mai voluto davvero fare del male alle gemelle"

"Le usavi, bastardo, le usavi per i tuoi esperimenti! Credi che sia tanto stupido?? Ti sbagli!" ... Andrea cercava di tenergli testa, anche se la figura di Lukes lo inquietava. Conosceva la perfidia di quell'uomo, e ne era inquietato.. E poi, temeva di tornare in cura... O mio Dio, che ricordi terribili.

"Non ho mai creduto che tu fossi matto davvero.. E ti dirò, quando decisi di liberarmi di te non fu affatto facile..Non è stato facile far rinchiudere in manicomio una persona sostanzialmente sana, ma come ben ricorderai.. ci sono riuscito, ci sono riuscito a liberarmi di te.. Insetto fastidioso, sempre tra i piedi. Sapevi quanto mi interessavano le gemelle, e quanto successo mi avrebbe portato l'analisi del loro caso, ma tu eri sempre lì, sempre a rovinare il mio lavoro.. Mi ci hai costretto" ... sorrise il dottore...

"Pagherai, pagherai Lukes!"

"no mio caro, TU, TU, pagherai... " ... Lukes sembrava convinto di quello che diceva.. "Scarpi...Scarpi... io l'ho sempre saputo, io ENTRO NELLA MENTE DELLE PERSONE..ma credi davvero che tutto possa essermi passato sotto il naso senza che me ne accorgessi?? Io lo so che tu eri a conoscenza del piano segreto delle gemelle, e so anche che ti sei fatto rigirare come un calzino da quella putt..... "

Scarpi sbiancò... non credeva possibile che quelle parole stessero uscendo davvero dalla bocca di Lukes... Allora sapeva...Forse da sempre, sin dal giorno della rissa.. che era culminata con lui rinchiuso in cura, per anni..Anni in cui era sano in mezzo ai matti.. Finchè Jasmine lo aveva convinto a farlo uscire...Già, aveva bisogno di Andrea, timido innamorato disposto a tutto pur di averla.. E aveva convinto Lukes..

"Quindi lei... lei sapeva..." disse Andrea con un fil di voce

"Ci sei arrivato finalmente Scarpi. Credevi di avermi fregato?? Povero illuso! Io ti ho permesso di fare ciò che hai fatto solo perchè volevo che le gemelle realizzassero il loro piano perverso, in modo da entrare nelle loro menti malate e analizzarle... Solo così avrei ottenuto ciò a cui aspiravo, e sarei finalmente diventato il genio della psichiatria.....

Volevano morire insieme, l'ho sempre saputo, l'ho sempre saputo... Paola, Paola era la mente di tutto... Le gemelle erano una cosa sola, completamente fuse tra sè, con episodi di schizofrenia acuta .. A volte io stesso ero incapace di distinguerle, tanto le loro menti apparivano a volte una cosa sola..

Non avrebbero potuto vivere l'una senza l'altra, perchè loro .. loro  ERANO una cosa sola.. così Paola aveva archietettato tutto.. il piano segreto.. Sarebbero morte insieme, nel rifugio... E finalmente sarebbero state una cosa sola, insieme per sempre, fuse per sempre... E Jasmine ti aveva chiesto aiuto, voleva un veleno, voleva un'ultima esperienza mistica da condividere con la gemella prima della morte...

L'ho sempre saputo... " ... Lukes si accese una sigaretta, e continuò.

"Ma tu, ingenuo innamorato, non ce l'avresti fatta, a vivere senza di lei... non potevi... E io, io lo sapevo che non ce l'avresti fatta a mantenere la promessa, che avresti ceduto... Solo che sei forse ancora più stupido di quanto io stesso credessi... E hai lasciato persino delle tracce.. Quel Maresciallo, puah.. Ha perfino raccolto personalmente quella caramella alla liquirizia nella cava... E ancora non è riuscito a fare due più due..Ma io, io ti farò rinchiudere in manicomio Scarpi, per l'eternità" tuonò nuovamente Lukes..

"Io.... io....... l'amavo, l'amavo! Dottore, la prego , la prego... Noooooooooooooooooooo

Non avrei potuto vivere senza Jasmine, e ....Paola, Paola.. era lei la mente di tutto, io volevo solo salvare Jasmine!! Era Paola ad aver archiettato il piano, e l'aveva convinta.. aveva convinto la sua gemellina a morire! capisce che dovevo , dovevo fare qualcosa o Jasmine l'avrebbe seguita.. e non voleva, mi creda dottore lei non voleva! ma Paola no, insisteva, e aveva fatto leva sull'ascendente terribile che aveva sulla gemella.. io... io non potevo permetterlo..." Andrea aveva capito che era finita

E' finita.....

In quel momento Hans varcò la soglia...

Era lì, sin dall'inizio... Aveva potuto udire ogni singola parola...

"Per te è finita Scarpi" .. "Ho già avvertito il maresciallo... ma volevo sentire la storia per intero.. Il qui presente Dottore non sembrava intenzionato a raccontarcela.. Pagherà anche lei, non si preoccupi.. Le avrebbe fatte morire, bastardo... Ma per fortuna, è tutto registrato qui.." Hans riusciva a mantenere una apparente tranquillità, dettata forse solo dal sollievo di aver risolto il caso.

"Quanto a Jasmine, la aiuterò io a guarire, una volta per tutte... E la piccola Paola... rinascerà in lei".

livelove
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domenica, 14 ottobre 2007, ore 21:05

Capitolo XVIII

Un colore per ogni colpa

 

Era solo sua. La colpa era solo sua. Hans se lo ripeteva da ore, chiuso in quella stanza oblunga, senza vetri, dai muri rivestiti di piastrelle glaciali, incolori. Stava al buio perché la luce lo infastidiva: un’oscurità densa, come se al posto dell’aria ci fosse paraffina. Non aveva bisogno di vedere per comprendere lo schifo in cui si era infilato e da cui ora non sarebbe mai potuto uscire completamente. E anche la sua bocca spaccata, al buio, gli faceva meno male, quasi che il dolore si misurasse in ampere. Gli eventi erano precipitati bruscamente. Piero lo aveva già messo al corrente di tutto. Sapeva, in cuor suo, di non rischiare nulla: potevano accusarlo di favoreggiamento, ma non sarebbe successo. Era più importante, soprattutto per Piero, che lui stesse fuori, che soffrisse, fuori.

Non aveva capito, non aveva voluto, forse fin dall’inizio. Ruben Lukes: era stato lui a uccidere Paola, la prima sommaria analisi delle tracce all’interno e all’esterno del fuoristrada, il gruppo sanguigno A+, non lasciavano già dubbi. Piero gli aveva spiegato che era stata la scoperta della morte sospetta della madre delle gemelle ad illuminarlo: modalità di decesso così simili potevano significare una stessa mano. E così aveva rapidamente ricostruito che l’unico che avrebbe potuto commettere un duplice omicidio era il dottore. Tutto era iniziato quando la madre aveva chiesto al collega di seguire Jasmine: Ruben era uno sperimentatore, ma soprattutto un uomo senza scrupoli, così aveva deciso di tentare una terapia d’urto. Aveva proposto alla collega di separare le due bambine: Jasmine sarebbe rimasta con lei, nella casa sul lago vicino a Berna; Paola sarebbe andata dal padre, da cui la madre si era da poco separata e che tra i suoi tanti affari gestiva un albergo nella piazza del paese di Castelrosso. La terapia sperimentale non fece che peggiorare la situazione: Jasmine non solo non ricevette maggiori attenzioni dalla madre, angosciata dalla lontananza di Paola, ma finì col creare nella propria mente una gemella immaginaria, con cui parlare e giocare. Nessuno negli anni provò a cambiare la situazione, in particolare Lukes, ormai abbagliato dalla sua distorta brama di ricerca o forse solo dalla sua miseria morale. La madre era piena di rimorsi, Jasmine un giunco in balia del vento, Paola una ragazzina estroversa ma sola. Fu facile tenere i contatti con lei, appassionarla con mille tentazioni, infine approfittarsene. Ad agevolare ulteriormente i piani del dottore fu l’arrivo tra i suoi pazienti di un ragazzo di Castelrosso, Andrea Scarpi, che aveva conosciuto Paola e da allora se la portava con sé nella mente. Un colpo di fortuna che Ruben non poteva non sfruttare: lo inserì nel suo programma di cura e fece in modo che conoscesse Jasmine. Fra i due si stabilì subito un rapporto particolare: per Jasmine Andrea era un appoggio alternativo a Paola, per Andrea Jasmine era Paola stessa, la sua incarnazione. Il loro legame, sempre platonico, era fitto di attività, tra le quali c’erano i video che ritraevano Jasmine in tutta la sua bellezza, ma che non avevano nulla di perverso. Ciò che di perverso invece c’era in quella storia iniziò a comprenderlo la madre, che pian piano si avvicinò alla terribile verità. Lukes non le concesse ulteriore tempo.

L’uccisione della madre impose un cambio di rotta nei piani di Ruben: accelerò il riavvicinamento delle gemelle, in modo da avere anche nuovo materiale di studio. Per le ragazze ritrovarsi fu come avviare una nuova vita: si riscoprirono complici e affiatate. Ruben gongolava, pregustando già il successo presso la comunità scientifica. Non aveva fatto i conti con Paola, che aveva subodorato i suoi misfatti e covava segretamente una bruciante vendetta. Paola però al contempo non aveva fatto i conti con Jasmine: rivelandole il suo sogno proibito aveva involontariamente aperto un canale di informazione per Lukes, che prese ad esercitare su Jasmine una sempre maggiore pressione, inducendola a credere che Paola, e lei sola, fosse all’origine di tutte le sue sventure. Jasmine, disperatamente a caccia di quell’appiglio che non trovava da nessuna parte, si affidò completamente a Ruben, concedendogli ogni licenza verso di lei e verso gli altri, anche esacerbare l’animo insicuro di Andrea, che progressivamente sostituì all’adorazione per Paola un’insofferenza per la sua autonomia. Ma al contempo il giovane bibliotecario subiva in silenzio il tremendo sopruso di vedere Jasmine assieme a Ruben. Proprio l’aggrovigliarsi di questi legami fu all’origine della rissa che coinvolse i quattro.

Fu allora che a Lukes venne in mente ciò che gli avrebbe permesso di completare il suo scriteriato esperimento: per prima cosa convinse Jasmine a girare alcuni video con lui, molto più espliciti di quelli fatti con Andrea e li fece circolare sulla rete. Fece però in modo che potesse sembrare Paola ad apparire sullo schermo. Questo incrinò ancor più i rapporti tra le gemelle, per non dire quelli con Andrea, che si sentiva doppiamente tradito. Poi, tramite Jasmine, attirò Paola nella stessa trappola che la ragazza aveva creato per lui: il Rifugio. Costrinse Jasmine ad appostarsi alla cava di Carpineto e dare appuntamento lì ad Andrea. Quel che il ragazzo vide fu solo Ruben scaricare per terra l’esile corpo di Paola. Avrebbe potuto denunciarlo subito, se Lukes non avesse indovinato anche l’ultima mossa: comprare il suo silenzio grazie a Jasmine, che avrebbe potuto tranquillamente affermare di aver visto solo Andrea a Carpineto quella sera. Il ragazzo aveva ragione: era davvero Lukes il burattinaio. Un piano quasi perfetto, quello del dottore: peccato che sulla sua strada avesse incrociato il suo amico Vandelli.

 

Piero entrò nella stanza, ancora torvo. Gliela avrebbe fatta pagare, eccome. Gli fece cenno di seguirlo, lo avrebbe personalmente accompagnato a casa. Appena fuori dal comando, la luce li investì: doveva essere mattino inoltrato. Hans percepì di nuovo quel fastidio dato dal poter discernere i colori. Pensò che in quella storia tutti ne avevano uno, e ogni colore nascondeva, in fondo, una colpa, una responsabilità: Ruben Lukes aveva addosso il nero del male, della morte; Paola il bianco, come il suo corpo sul tavolo autoptico; Jasmine invece era il rosso, quello intenso della passione e quello più tenue delle sue fragilità; Andrea Scarpi forse il blu, profondo come le sue abissali paure; Piero di certo il verde, insieme rabbia e speranza. E lui, Hans, che colore aveva? Meglio non pensarci, si disse, meglio il buio.

 

 

Fine   

DoktorDeimos

domenica, 14 ottobre 2007, ore 21:03

Capitolo XVIII

Buio e silenzio

 

La stanza era fredda.

La scarsa illuminazione rendeva ancor più gelida l’atmosfera. Hans ne aveva viste di stanze come quelle, dove interrogavano le persone sospettate di qualcosa. I quattro muri grigi che lo circondavano non lo rilassavano mentre, seduto a una sedia di ferro accostata ad un tavolo spoglio, aspettava che l’ombra di Vandelli facesse capolino dalla sottile linea di luce che si vedeva sotto la porta che gli stava davanti. I pochi minuti che passarono gli sembrarono infiniti.

Finalmente la figura di qualcuno oscurò la linea luminosa, come un segnale, susseguito dal cigolio dei cardini della porta mentre essa si apriva. Manetti, con un evidente disagio nei confronti del coroner, entrando disse:

-“ Sono spiacente ma in questo momento il maresciallo è molto preso dall’interrogatorio con quel ragazzo, Andrea, e mi ha chiesto di riferirle che sarà da lei a breve. Dopo aver dovuto rilasciare il Dott. Lukes, grazie al provvidenziale intervento del suo legale, il maresciallo si sta dedicando completamente alla confessione del sospettato Andrea Scarpi e quindi…”-

-“Confessione?”- lo interruppe Hans aggrottando il sopraciglio.

-“ Beh sì. Pare che si sia dichiarato colpevole dell’assassinio di Paola Habib e stia tuttora fornendo tutti i dettagli dell’accaduto.”

-“Ma io sono sicuro che il responsabile non sia lui, Lei me lo avrebbe detto! Jasmine me lo avrebbe detto!…Dov’è lei adesso?”

-“Aspettiamo ancora notizie. Stiamo impiegando tutte le forze disponibili per rintracciarla ma ancora non siamo riusciti a trovarla.”-

In quel momento fece il suo ingresso nella stanza il maresciallo Vandelli che col petto gonfio d’orgoglio lanciò un’occhiata maligna nonché di superiorità a Meyer.

Si diresse verso di lui con lo sguardo fermo come fosse una sfida. Afferrò con decisione la sedia che stava dalla parte opposta del tavolo rispetto allo sfidato. La scostò e nel gesto di accomodarsi fece un lungo sospiro.

-“ Dunque. Il caso è chiuso. Andrea Scarpi è l’assassino di Paola H. Torna tutto: il movente, ovvero il suo smisurato amore per Jasmine, che conduce il ragazzo ad eliminare ciò che lui ha chiamato “la sua brutta copia”; il racconto definito nei minimi particolari, dall’aggressione all’occultamento del cadavere nella cava dove abbiamo anche trovato la caramella di liquirizia che lui non manca mai di portare con se. Restano solo due domande a questo punto; dov’è Jasmine H.? E cosa devo fare con te Meyer?”-

Quella domanda echeggiò per alcuni istanti nella stanza come fosse alla frenetica ricerca di una risposta. Il suo brusio cessò con il sovrapporsi di un eccessivo chiasso proveniente dalla stanza accanto. Un ufficiale irruppe bruscamente gridando -“Maresciallo presto!!! Scarpi! Si tratta di Andrea Scarpi!”-. Vandelli si alzò di scatto con aria preoccupata e quando il carabiniere gli si avvicinò sussurrandogli qualcosa Piero impallidì ed uscì di corsa dalla stanza. La sua ombra non fece in tempo a scomparire da dietro la porta che la sua voce aveva chiamato Meyer a gran voce:

-“Presto Hans! Scarpi sta tentando il suicidio!” -.

Ciò che si parò davanti allo sguardo del Dott. Meyer nel entrare nella stanza accanto lo impietrì. Andrea Scarpi si era staccato la lingua a morsi e stava ora cercando di sfuggire agli agenti che volevano bloccarlo per soccorrerlo. Era abituato a vedete cadaveri ma non era pronto a vedere un ragazzo che si dissanguava davanti a lui. Nel tempo di realizzare tutto questo Andrea, dimenandosi alla ricerca di una via di fuga, finì per colpire violentemente la testa sul pavimento ormai tinto di rosso esalando così l’ultimo respiro.

Il mattino seguente Meyer, incredulo e scioccato per gli eventi del giorno precedente faticò ad alzarsi dal letto. Ad incentivarlo bastò la squillante suoneria del suo telefonino. Tastando sul comodino riuscì a raggiungere il telefonino che si nascondeva nel buio della camera da letto, dove la luce del sole non riusciva a filtrare le persiane chiuse della finestra. Numero sconosciuto.

-“Pronto…Jasmine..!”

-“Si tesoro mio. Mi mancava il suono della tua voce, e sono sicura che d’ora in poi mi mancherà sempre più. Ho saputo la notizia, ho letto i giornali. Andrea. Ma non ti preoccupare per noi sia io che la nostra piccolina stiamo bene ma prima di dirti addio non interrompermi e lascia che ti sveli ciò che vuoi sapere.”-

Fu così che mentre la ragazza parlava tutto sembrò cristallino e chiaro nella mente di Hans.

Quella rissa risalente anni fa quando Ruben stava, ancora una volta, tentando di sottomettere Paola alle sue volontà e mentre lei cercava di separarli Andrea, senza esitare, si era gettato sul suo psicologo per difendere le ragazze. Glielo aveva promesso a Jasmine, il giorno in cui lui le regalò la cavigliera. Le promise che fin che lei l’avesse portata, lui l’avrebbe sempre protetta anche a costo della vita. Ed infatti così era stato anche quella sera, la sera in cui Ruben Lukes riuscì a rintracciare le gemelle che avevano lasciato il loro paese natale dopo la morte della madre. Lukes era riuscito a scoprire dove risiedevano le due sorelle ma sicuramente non si aspettava quel finale, perdere il controllo e massacrare a morte una ragazza, la sua preferita. Trovò poi in Jasmine e Andrea dei facili capri espiatori, la parola di uno psicologo contro quella di due suoi pazienti. Nessuno avrebbe creduto ad una bulimica e ad un aggressivo-compulsivo. Si offrì Andrea stesso di occultare il cadavere mentre lei avrebbe ripulito la scena del crimine. Sarebbe andata dopo con calma a sporgere denuncia per costruirsi un falso alibi ma non pensava certo che ad aiutarla sarebbe stato il futuro padre di sua figlia.

-“Il resto lo sai anche tu. Ora ti devo lasciare o il sangue di Lukes non verrà via dalla mia maglietta preferita. Non temere. Sono sicura che un giorno troveremo un modo ed un posto per te, me e Paola ma fino ad allora…”.

Buio. Silenzio.

 

 

Fine

kiraek