martedì, 29 maggio 2007, ore 22:24

Stasera non avevo intenzione di scrivere. Avevo voglia di andare a letto presto, per studiare meglio domattina.
Prima di andare a dormire però ho cominciato a sfogliare una rivista e ho visto un articolo mi ha colpito, tanto da richiamare i miei neuroni dall'anticamera di Morfeo. E' probabile che alcuni passaggi potranno risultare un po' nebulosi, invito dunque i miei lettori a chiedermi spiegazioni, se necessario. Purtroppo la lotta con il sonno è talvolta dura.

L'argomento trattato nell'articolo è la felicità (sì, avete capito bene!). Vengono riportate statistiche, prove scientifiche e teorie, perle di saggezza filosofica, qualche citazione di film. Non intendo soffermarmi sui particolari, perchè vorrei non fare tardi al computer.

Dovete sapere, cari lettori, che il tema della felicità mi ha sempre appassionato; in verità credo che la mia passione sia condivisa con il resto dei miei simili, però io posso rendere conto solo di me stesso. Per quanto mi riguarda dunque il motivo di tutto questo interesse dipende dal fatto che io non ho mai inseguito a tutti i costi la felicità. Ho sempre pensato che si trattasse di una cosa troppo complessa da poter essere ricercata e ottenuta con le sole mie forze, nè che potesse essere "costruita" pezzo dopo pezzo così come un giocattolo di Lego. Al contrario mi sono messo in testa che la felicità potesse essere raggiunta solo attraverso un atteggiamento di vita pronto a cogliere le occasioni giuste al momento giusto: senza forzare la mano. La collezione di tutti questi successi, se così si possono chiamare, avrebbe avuto  (secondo il mio punto di vista) come risultato un accettabile livello di soddisfazione, paragonabile all'idea che mi ero fatto della "felicità".
Ho mantenuto questa linea fino ad oggi, ho aspettato, ho cercato di tenere le orecchie tese e gli occhi pronti. Come risultato ho ottenuto molte soddisfazioni e molte delusioni: è ciò che avevo previsto, tutto sommato. Spesso però mi sono posto la lacerante domanda: "Bene, considerati successi e insuccessi, a che punto sono del mio cammino?" Mi sembra una domanda legittima, considerato quello che ho detto sopra. La risposta era sempre una: "Mah, a me sembra di essere sempre al punto di partenza!"

Ha cominciato quindi a farsi strada in me l'idea che poteva anche essere possibile che avessi sbagliato qualcosa. Insomma, è possibile che sia necessario operare una correzione del tiro ogni tanto! Le verifiche di solito sono utili no? Servono a valutare se tutto funziona, se bisogna cambiare qualcosa... Il problema è che i risultati di tali verifiche non hanno mai portato a nulla, non sono mai riusciti a fugare nemmeno uno dei miei dubbi.

A questo punto vorrei passare il testimone ai lettori (sia a quelli abituali che a quelli occasionali). Secondo voi è giusto temporeggiare e aspettare che la sorte mi baci? Oppure è meglio un approccio più aggressivo, come quello del film "American Dream" (copio integralmente dalla rivista, perchè il film non l'ho visto):

Non permettere a nessuno di dirti che quello che desideri è irraggiungibile. Se hai un sogno devi difenderlo, se vuoi qualcosa prendila! (Will Smith)

Io non sono un fanatico del successo a tutti i costi. Di solito tendo ad accontentarmi di quello che ho. Ho persino permesso a qualcuno di dirmi che i miei desideri erano irraggiungibili. Spesso non ho difeso i miei sogni. Se voglio una cosa chiedo sempre "Per favore". Il problema è che spesso mi accorgo che qualcosa non funziona. Mi sto convincendo dunque dell'opportunità di provare la linea aggressiva di Will Smith, a cominciare dallo studio.

Bah... Mi si stanno chiudendo gli occhi. Spero di aver scritto qualcosa di sensato. Spero di non aver lasciato punti troppo oscuri e di non aver fatto troppi "salti concettuali". Domani rileggerò il tutto e mi correggerò se necessario nei commenti. Intanto invito i lettori a dire la propria su questo tema. Mi sembra interessante!

Bye
moody83
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lunedì, 28 maggio 2007, ore 19:23

Come promesso pubblico il resoconto di quello che ho visto e fatto Domenica 27 Maggio alla manifestazione di "Firenze Gioca".

Sono arrivato alle 15.30 circa e ho trovato allo stand della mia associazione molti miei compagni di gioco, sicuramente più di Sabato. Stavano per cominciare a giocare ad un gioco con le carte con caratteristiche simili a D&D (un gioco di ruolo) chiamato "Munchkin" o qualcosa del genere. Hanno provato a coinvolgermi ma io ho chiesto di vedere prima una partita: avrei giocato nella seconda.
Dopo un po' ho perso interesse nel seguire il gioco e ho pensato di occuparmi di accogliere i visitatori del nostro stand; poi ho deciso di farmi un giro nel resto della sala. C'erano infatti dei giochi da tavolo messi a punto dall'Associazione "Il Giuggiolo" - "Ingegneria del buon sollazzo" (l'indirizzo e-mail è http://www.ingegneriadelsollazzo.it/) e ho deciso di provarne uno. Il gioco era costituito da: un piatto pieno di sassolini e due bacchette vincolate al bordo di quest'ultimo mediante occhielli (credo si chiamino così, ve ne erano 4 paia... di bacchette); l'obiettivo consisteva nel riuscire a prendere con le bacchette un sassolino alla volta e nel depositarlo in una vaschetta vicino al punto in cui le bacchette erano fissate. Il gioco si è rivelato più difficile del previsto, ma dopo qualche tentativo e tanta concentrazione sono riuscito a collezionare la bellezza di 15 sassolini nella mia vaschetta; a quel punto ho deciso di smettere anche perchè una signora che aveva cominciato a giocare insieme a me era riuscita a prendere solo pochi sassolini (4 o 5): cominciavo a sentire un po' di imbarazzo. Però sono stato bravo, tutto sommato!

Dopo questa bellissima esperienza di abilità manuale sono tornato allo stand, per vedere se c'era bisogno di me. Appena ho raggiunto i miei compagni mi è stato detto: "Stiamo preparando una scena dimostrativa di live, hai voglia di recitare?" Beh, io ero in vena di esibizionismo e ho finito per offrirmi volontario per un ruolo al centro della scena. Dopo un breve briefing eravamo pronti. Cercherò di spiegarvi brevemente, cari lettori.
La scena doveva rappresentare la condanna al "Bacio del Sole" di un vampiro traditore di fronte al Principe della città e alla sua Corte. Tutti sanno (vero?) che i vampiri si sciolgono al sole: era una condanna a morte! I personaggi erano: il Principe, due suoi paggi, un accusatore, un difensore, un carceriere e un colpevole dall'animo bestiale e violento. Indovinate cosa ho chiesto di interpretare? Chi mi conosce non lo indovinerà mai. Il condannato! Mi hanno detto di essere più rabbioso e violento possibile. Così ho fatto.
Dubito che la gente presente ci abbia capito qualcosa, mi chiedo cosa mai abbiano pensato di un ragazzo biondo che ringhiava e che ad un certo punto si è persino buttato al collo di un altro ragazzo (l'accusatore) per aggredirlo. Però alla fine due genitori con due bambini dallo sguardo attonito al seguito hanno avvicinato me e "l'accusatore" per farci i complimenti, poi sono venuti al nostro stand per informarsi sul nostro gioco di ruolo. Insomma: abbiamo fatto colpo! Una nota curiosa: una ragazza si è avvicinata a dire a tutto lo staff che eravamo stati bravi, ma che ci eravamo dimostrati un po' carenti sulla dizione: io vorrei sapere cosa non andava bene nella mia dizione!!! Grrrr.... Roarrrr..... Mmmmaledetttto! Ci vuole una dizione impeccabile per questo!
Alla fine della performance io avevo il cuore in gola, le pulsazioni a 120, un po' di sudore sulla fronte, le gambe un po' tremanti e tanta TANTA adrenalina in corpo. Quando sono tornato allo stand mi hanno sommerso di complimenti e il mio sangue stava diventando melassa. Sono stati necessari almeno 15 minuti per riprendermi. Posso resistere a tutto ma non agli apprezzamenti positivi sulla mia persona: è un brutto tallone d'Achille, lo so. Chiedo scusa per la descrizione un po' colorita, ma al solo rivivere quell'esperienza mi si alza la pressione.

Fino alle 19 sono rimasto allo stand per fare pubblicità e per fare un po' di chiacchiere. Poi dovevo tornare a casa per accompagnare il fratellino alla stazione per prendere il treno. Avrei voluto restare ancora un po'. Grrrrrr... Il fratello la pagherà....

Bene, chiudo il post qui. Mi aspetto tanti commenti!

Bye
moody83
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domenica, 27 maggio 2007, ore 22:37

So che avevo promesso ai miei lettori il resoconto dell'ultima giornata di Firenze Gioca, ma ora ho troppo sonno e prima di andare a dormire vorrei scrivere  un paio di cose, secondo me importanti.

Questo post rappresenta la presa di coscienza di alcuni errori che ho commesso ultimamente: ho deluso le aspettative di qualcuno, mi sono comportato in maniera un po' indecifrabile, ho detto qualche bugia non necessaria, ho fatto preoccupare qualcuno (inutilmente), ho commesso qualche ingiustizia nei confronti di me stesso. Riconosco di aver sbagliato e intendo rimediare. Promesso.
Inoltre questo post rappresenta un ringraziamento rivolto a chi oggi mi ha perdonato prima ancora che chiedessi scusa. Grazie e a buon rendere con gli interessi.

Mi rendo conto che la maggior parte dei miei lettori non capirà di cosa sto farneticando, ma poco importa. C'è chi capirà. Agli altri sarà dedicato il post di domani, con il resoconto di Firenze Gioca.

Bye
moody83
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domenica, 27 maggio 2007, ore 09:31

Stamattina ho deciso di finire di studiare il capitolo sui beta-bloccanti, quindi posso dedicare poco tempo all'elaborazione del post. Sarò il più possibile breve, rimando la pubblicazione delle foto (poche, per la verità) a domani.

Ho preso in consegna lo stand alle 11.30. Verso le 13 sono arrivati gli altri ragazzi che hanno organizzato il torneo di "Il richiamo di Chtulhu" per cominciare a prendere le iscrizioni; il torneo è cominciato alle 15.
Come ho già anticipato, il mio compito allo stand era quello di intercettare i visitatori per distribuire informazioni circa il nostro gioco di ruolo live. Credo di aver fatto un lavoro decente, dal momento che sono riuscito spesso a trattenere i visitatori con le mie chiacchiere anche oltre i cinque minuti. Mi sembra un buon risultato, date le mie modeste capacità comunicative. Voi che ne pensate?
Il pomeriggio è volato via e senza quasi accorgermene sono arrivate le 20, quando ho chiesto di "staccare" e dilasciare lo stand a qualcun altro.

Il bilancio del pomeriggio è stato tutto sommato positivo: ho chiacchierato tanto, ho avuto il tempo di provare qualche gioco, ho assaggiato un vino molto particolare del quale continuo a dimenticare il nome. Ho persino vinto una lente d'ingrandimento da investigatore (da bambino ne ho sempre desiderata una...) in uno stand che pubblicizzava "Murder Party"; è interessante notare che questa vincita è avvenuta pochi minuti dopo aver avuto prova inconfutabile che il mio spirito d'osservazione era ai minimi storici, quel pomeriggio. Holly, ti chiedo scusa ancora, se vale qualcosa, per non essere riuscito a vederti in sala; non succederà più.

Ho concluso la giornata con una pizza ai funghi porcini e Coca Cola in compagnia di Duccio, Debora, Nicola e Marco (sì, Marta, tuo fratello); dopo aver riaccompagnato a casa quest'ultimo siamo andati in un pub, in cui ci hanno trattato un tantino male e in cui ho preso una weiss (500 cc) che non avrei dovuto bere. La prossima volta mi limiterò ad un succo di frutta.
Ora che ci penso però ero alterato già da prima... La Debora ne sa qualcosa.

Oggi pomeriggio tornerò al Saschall per dare una mano per lo stand, ma di sicuro saremo più numerosi di ieri e il mio aiuto forse non sarà necessario: meglio, così potrò dedicare più tempo alle chiacchiere e alla prova dei giochi.

Ho impiegato quindici minuti circa a scrivere il post, ma è venuto lungo lo stesso... Bah!

Bye
moody83
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sabato, 26 maggio 2007, ore 08:39

Uff... Questa mattina mi sono svegliato con le ruote sgonfie.

Appena messi i piedi giù dal letto mi sono accorto di avere le gambe indolenzite, inequivocabile segno di un sonno molto agitato. Inoltre credo che il responsabile di tutto sia un sogno di cui ricordo solo alcuni particolari, nonostante abbia provato a ricordare di più. Ho deciso di smettere di tentare.

Sono sveglio da un'ora e mezza circa e mi sono ripreso un po'. Dedico un ringraziamento speciale alle Gocciole Pavesi e al tè che per la prima volta dopo tanto tempo mi ha preparato la mamma.

Sono un po' stufo di questi risvegli a singhiozzo. Chiedo venia per la terminologia automobilistica (ruote sgonfie... a singhiozzo...), ma la mia testa sta funzionando in modalità provvisoria. Dopo una doccia proverò un riavvio del sistema. Anche perchè fra un po' devo andare a Firenze Gioca e devo assolutamente essere al meglio della forma per sostenere il mio personaggio Brujah.

Bye
moody83
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martedì, 22 maggio 2007, ore 22:03

Come promesso stasera dedico il post alla manifestazione "Firenze Gioca", che avrà luogo Sabato 26 e Domenica 27 al Saschall. Naturalmente a Firenze. Per dettagli su orari o programmi, basta cercare la rappresentazione su un motore di ricerca. Io parteciperò di sicuro Sabato e forse anche Domenica: non sono sicuro di potermi permettere ben due giorni di vacanza dallo studio.

Sabato sarò sul campo fin dalle 11.30, dal momento che la mia associazione di gioco di ruolo live "Rosso Fiorentino" ha bisogno di me per badare allo stand; dovrò fare opera di pubblicità con annessa distribuzione di volantini. Per rendere la cosa un po' più scenografica abbiamo deciso di indossare vestiti un po' particolari, io dovrò avere un abbigliamento simil-militare (che per la verità si dovrebbe distaccare poco da quello che uso per interpretare il mio personaggio in gioco) che mi faccia sembrare appartenente al Clan Brujah. Avrò anche un'arma di resistentissimo cartone pressato  e rappresentante un fucile a pompa.
Per chi non avesse idea di cosa sia un Clan nè cosa sia un Brujah, rimando come sopra ad un motore di ricerca: è un ottimo strumento per fugare i primi dubbi dei non iniziati all'ambientazione di "Vampire, la Masquerade".

La mia associazione organizza anche un torneo di "Il richiamo di Chtulhu", un altro gioco di ruolo a cui io stesso ho dedicato molte serate e ore piccole. Sono riuscito a convincere un mio amico a fare da arbitro (o forse sarebbe più appropriato definire Master) del torneo. A quanto ho capito gli arbitri saranno in tutto 4-5 e l'idea che fra quelli ci sia anche questo mio amico mi fa molto piacere.
Spero che i giochi si svolgano vicino allo stand che devo presidiare, perchè mi piacerebbe molto anche prestare orecchio all'avventura di tanto in tanto.

Ho in programma di fare qualche foto, quindi la prossima settimana spero di poterne pubblicare qualcuna. Anche solo per far vedere ai miei lettori quanto sono minaccioso in abbigliamento militare.

Bye
moody83
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lunedì, 21 maggio 2007, ore 22:51

Vorrei dedicare questo post al condizionatore d'aria della Clio. Lo so che sembra stupido, ma con il caldo di oggi alle 14 se non ci fosse stato lui forse non avrei potuto scrivere questo post. Il clima non era rovente per la verità, ma già a 30°C io comincio a sragionare. Ho scarsa tolleranza al caldo. Per la verità anche al freddo.

Bah, stasera non sapevo che scrivere, ma è da una settimana che non aggiorno il blog. Mi dispiaceva. Domani proverò a cercare il tempo e le forze per scrivere qualcosa di più interessante. Ecco, mi è venuta l'idea! Credo di poter dedicare il prossimo post alla mia futura esperienza a Firenze Gioca, sabato prossimo. Vi dirò cosa andrò a fare lì e come.

A presto.

Bye
moody83
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lunedì, 14 maggio 2007, ore 19:19

L'altro giorno mi è capitata tra le mani la rivista "Mente & Cervello", in cui si parla di neuroscienze e psicologia. Ho cominciato a leggere qualcosa quando mi sono messo a letto, per conciliarmi il sonno. Lo faccio sempre ultimamente. Un articolo mi ha colpito in particolare perchè mi ha dato l'idea per il post di oggi. Vorrei valutare come ciò che ho letto si possa applicare alla mia persona e secondariamente offrire ai miei lettori la possibilità di fare lo stesso su se stessi. Credo anche che ne possa venire fuori una discussione interessante, quindi attenderò con trepidazione i commenti.

Il titolo è "Il maschio e la macchina" e l'autrice dell'articolo cerca di analizzare il rapporto che si crea tra un essere umano (il maschio) e un oggetto inanimato quale l'automobile. Devo dire che il sospetto circa l'esistenza di un diverso "approccio" al mezzo di trasporto tra gli uomini e le donne mi era già venuto, però non ho mai avuto voglia di indagare oltre.
L'articolo in questione mi ha colpito per alcuni aspetti, mentre per molti altri no. Mi sembra che in alcuni passaggi emerga un po' di superficialità, mentre devo riconoscere che ci sono alcuni spunti di riflessione interessanti.

Secondo l'autrice gli uomini dedicano all'auto attenzioni degne di miglior causa, a differenza delle donne. Uno degli esempi addotti è quello della pulizia: gli uomini tendono a tenere l'auto più pulita, mentre le donne non se ne curano molto ("la donna porta la macchina a lavare quando è talmente sporca da meritarsi le scritte ironiche dei passanti" così dice l'articolo). D'altra parte le donne sembrano più attente alla pulizia della casa rispetto agli uomini. Ne consegue che le auto degli uomini risultano generalmente più pulite, sia dentro che fuori, mentre in quelle della donne si accumulano peluches o giornali o qualsiasi altra chincaglieria (per non parlare del sudicio fuori).
A dire la verità ho qualche dubbio circa l'universalità di questo esempio, anche perchè hanno inventato da un pezzo gli autolavaggi. Devo dire però che nella mia auto effettivamente  non ci sono molte suppellettili inutili alla guida; anzi, cerco di fare in modo che nulla sia libero di muoversi perchè mi provoca molto fastidio il rumore degli oggetti che si muovono per le sconnessioni della strada.

L'autrice dell'articolo si abbandona poi ad altri ben noti stereotipi, secondo cuila macchina rappresenta l'ideale di virilità e di potenza dell'uomo, mentre per le donne rappresenta al massimo un ideale di estetica (a questo sarebbe dovuta, immagino, la moda di mettere girasoli finti sulla cappelliera o i peluches).
Ah, stavo per dimenticare che nell'articolo si dice anche che l'auto incarna un ideale di velocità, naturalmente connesso all'uomo. L'associazione di idee è piuttosto semplice, credo: veloce in macchina e in molte altre occasioni, con gran delusione (o pacifica rassegnazione?) della donne.
Evitando di pronunciarmi sul tema della velocità (per questioni di gusto) e non potendo discutere sul significato che l'auto può avere per una donna (non ho abbastanza estrogeni...), proverò a dare la mia opinione di maschio.

Io ho scelto personalmente l'auto che guido, si tratta di una Clio 1200: qualcosa di decisamente lontano da quell'ideale di virilità e potenza che come uomo secondo l'articolo dovrei ricercare. L'ho scelta principalmente per il prezzo, poi per lo spazio interno (che la prima volta mi ha persino stupito); sul colore c'è stata un po' di indecisione, perchè io l'avrei voluta di colore rosso fuoco ma non ce ne era una disponibile: bisognava ordinarla e non sarebbe stato possibile usufruire dello stesso sconto che mi avevano proposto. A questo punto si potrebbe dire: "Allora è stato un ripiego!". Invece no, perchè devo dire che non sentivo il bisogno di avere un auto diversa; al momento sono assolutamente soddisfatto della scelta. E' comoda, consuma il giusto, è silenziosa e ha l'aria condizionata: non ho bisogno di altro. Va piano? E allora? Non mi ha mai esaltato troppo la velocità, mi piace piuttosto andare con un passo che mi permetta di vedere il mondo fuori dai finestrini. Questa mia propensione mi mette costantemente in attrito con i miei familiari, che invece gradiscono molto più di me la velocità.

Credo che terrò con me la Clio per ancora moltissimo tempo. Quando la dovrò cambiare e me lo potrò permettere (si spera...) vorrei optare per una scoperta, che per godersi il panorama dovrebbe essere il non plus ultra. Ma non penso ad una scoperta di quelle supercostose, come una Porsche o simili (odio l'ostentazione). Diciamo che il modello a cui mi ispiro è la Mazda MX-5, piuttosto semplice e non ostentata, non va troppo veloce e non costa uno sproposito. Usata o nuova conta poco, anche se la nuova è sempre meglio perchè non c'è l'odore del proprietario precedente.
L'acquisto sarà vincolato però ad un'altra condizione: non credo che comprerò mai un'auto scoperta se non potrò contare su una compagnia all'altezza. Non mi piace viaggiare da solo. Niente compagnia, niente auto scoperta!

Questo post è venuto insolitamente lungo rispetto alla media del periodo. Premiatemi con commenti appassionati!

Bye
moody83
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lunedì, 07 maggio 2007, ore 22:13

In questi giorni riesco a dedicare ben poco tempo al computer, a causa dello studio, delle lezioni e della generale poca voglia di fare altro che mi ha preso in questo periodo. Quando va bene riesco a controllare la posta e a commentare su qualche blog, di solito lo faccio la sera tardi, con un occhio aperto e uno chiuso, con un neurone acceso e l'altro spento: in queste condizioni non posso contare su una sufficiente lucidità per scrivere un post che mi soddisfi.

Sono le 10.45 della mattina del 7 Maggio 2007, sto scrivendo questo post per ingannare il tempo prima che cominci la lezione di Farmacologia, in mano ho una matita HB e un foglio a quadretti. Stasera, prima di andare a dormire, lo copierò sul blog. So che può apparire strano fare una cosa del genere, ma mi trovo fuori dall'aula e mi sto annoiando mortalmente.
Anche se... Sono appena arrivati quattro studenti e si sono seduti vicino alla porta d'ingresso. Credo che tra poco cominceranno a chiedersi cosa mai stia scrivendo fitto fitto prima dell'inizio della lezione. Temo di non poter perseverare nella mia occupazione, non mi sento in vena di fare l'asociale. Dal momento che mi aspettano almeno due ore filate di lezione, coglierò l'occasione per fare quattro chiacchiere.

Forse domani troverò il modo di scrivere qualcosa di più "ispirato" di stasera.

Bye
moody83
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giovedì, 03 maggio 2007, ore 08:46

Puntata 7

Epilogo

Redville, 31 Gennaio 2007.

La ricostruzione della città procedeva a ritmi frenetici. Il riepilogo delle enormi perdite subite dalla comunità doveva aspettare. Sulle rovine delle vecchie Accademie ne furono costruite di nuove e più belle, con nuovi Direttori provenienti dai quattro angoli della Federazione scelti per la loro competenza. Le matricole ne affollavano già gli ingressi. Dopo due settimane l'incidente di Redville era solo un brutto ricordo per i superstiti, anche perchè il progresso della Federazione imponeva concentrazione massima sul lavoro: non c'era tempo per i rimpianti nè per i ricordi.
Qualcuno dei vecchi allievi, ormai affermati esponenti della classe dei trasportatori o di quella dei servizi d'ordine, ancora ricordava il vecchio Direttore Molly, che quel 18 Gennaio scomparve dalla circolazione. Qualcuno sosteneva che in realtà il misterioso cilindro di metallo fosse arrivato per prelevarla e non ad ucciderla; forse era quella era la nave spaziale su cui Molly saliva ogni notte e che quel giorno aveva deciso di materializzarsi su Redville. Ma in fondo si trattava solo di una chiacchiera come un'altra, buona per intrattenersi al bar tra una pinta di GM-CSF e l'altra. Col tempo sarebbe diventata una storia per bambini, forse.

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Archivio Centrale, Area 788, Sezione 429, Sottosezione 44.

Il vecchio Sovrintendente Lampard camminava con passo pesante lungo gli alti scaffali dell'archivio, portando con sè un massiccio raccoglitore evidentemente pieno di fogli. Si fermò davanti allo scaffale 22. Prese un paio di pesanti occhiali dalla tasca della divisa e con gli occhi ridotti ad una sottile fessura esaminò il foglio di archiviazione in suo possesso per verificare di essere nel punto giusto. Sbuffando recuperò una scaletta e depositò il raccoglitore sul terzo ripiano. Dopo aver compilato un modulo prestampato Lampard tornò lì da dove era venuto.

L'anonimo raccoglitore portava scritto sulla spalla: "Archivio 2234451 - 18 Gennaio 2007 - Accesso limitato all'Amministrazione Centrale - Confidenziale".

Fine puntata
moody83