domenica, 29 aprile 2007, ore 22:36

Oggi ho fatto il primo gelato della stagione! Gusto: fragola.

Avevo una decina di fragole da consumare e dal momento che non avevo voglia di mangiarle con lo zucchero o con la panna montata ho deciso che forse potevo usarle per fare il gelato. Avevo già il latte e gli altri ingredienti, ma mi mancava la panna da montare; ho chiesto dunque a mio fratello di uscire a comprarla. Lui è andato al supermercato e ha comprato LA PANNA DA CUCINA! Ben due confezioni. Non mi pare sia necessaria un'intelligenza fuori dal comune per capire che la panna da cucina è poco adatta per preparare il gelato. Eppure a quanto pare il mio fratellino non possiede quel minimo di buon senso. Inoltre ha comprato mezzo litro di latte, che dubito riuscirò a consumare prima della scadenza. Poi ha comprato molte altre cose utilissime: merendine, succo di frutta, shampoo naturale dolce (così c'è scritto sullo scontrino): insomma sarebbe stato meglio farlo restare a casa. Alla fine sono andato a comprarla io, la panna, al bar sotto casa. Mi sta bene, devo ricordarmi che è meglio fare le cose da soli.

Dopo aver ripulito la cucina di pentole e padelle sporche del pranzo, ho raccolto tutti gli ingredienti e ho recuperato la gelatiera. Quest'ultima è entrata in famiglia un anno fa, dopo essere stata a lungo desiderata. Si tratta di una versione economica, con un "disco refrigerante" (che dopo qualche ora in freezer è pronto per svolgere la sua funzione, raffreddare il preparato per gelato), un contenitore termico (capacità max 1 kg di gelato) e un motore dotato di paletta gira-gelato. In un'ora circa il gelato era pronto. L'ho assaggiato e poi l'ho conservato in un contenitore "da gelato"; con un paio di fragole che mi erano rimaste ho anche fatto una specie di guarnizione, perchè anche l'aspetto è importante, in fondo.

Quanto al resto del pomeriggio, ho studiato un po' di farmacologia.

Bye

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moody83
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sabato, 28 aprile 2007, ore 10:22

Puntata 6

Una città deserta

Ehi Sally, cosa stai facendo? - disse Molly vedendo l'amica ferma immobile a fissare pensosa un cartello stradale.
Hai mai sentito parlare di Haemored? - rispose Sally.
Con aria stanca Molly le si avvicinò - No, mai! Cos'è?
Si tratta della città più vicina - disse Sally - Siamo stanche, perché non ci fermiamo per un po' lì?
E' vero - constatò Molly - Una sosta non può farci altro che bene. Forse riusciremo anche ad avere qualche notizia fresca. Ma ripartiremo appena possibile: ho una nostalgia tremenda della nostra Redville!

Fu così che dopo poca strada Sally e Molly  giunsero alle porte di Haemored, ma ciò che apparve ai loro occhi era tutt'altro che rassicurante. La città era immersa nel silenzio più profondo e la desolazione regnava sovrana. Non un'anima per le strade. Non un'abitante nei grandi palazzi della città. L'aria sembrava immobile e il paesaggio era come congelato.
Sally, secondo te cos'è successo? - disse Molly guardandosi intorno spaesata - Dove sono finiti tutti?
Molly! - urlò Sally - C'è qualcuno in fondo alla strada! Seguimi!
Molly e Sally raggiunsero il passante in pochi passi. Si trovarono di fronte un individuo anziano, profonde rughe segnavano il suo viso e dai suoi occhi proveniva una tenue luce di rassegnazione. Il suo volto appariva senza ombra di dubbio come quello di chi ha pianto molto.
Combattendo con la sensazione di profondo disagio Molly prese la parola - Signore! Scusi signore! Le possiamo chiedere un'informazione? Lei abita qui?
Il passante si voltò senza fretta, passando si una mano sugli occhi e accennando un mezzo sorriso disse - Una volta abitavo qui! Voi chi siete?
Io sono Molly e lei è Sally, siamo originarie di Redville, ci occupiamo di mandare avanti l'Accademia di Maturazione 136.
Il passante si irrigidì improvvisamente - Redville dite? Mai sentita! - e abbassando gli occhi sussurrò - Forse è stata evacuata insieme a tante altre, non lo so. E nemmeno dell'Accademia di Maturazione 136 ho mai sentito parlare. Mi dispiace, non vi posso aiutare.
Il vecchio abbassò gli occhi rassegnato.
Non le abbiamo chiesto qual è il suo nome! - disse Sally cercando di risolvere il momento di imbarazzo.
Oh - disse il vecchio passante - è vero! Il mio nome è Tom, sono un trasportatore prossimo alla pensione. Sono tornato a Haemored per un ultimo saluto. Se vorrete vi racconterò la storia della mia città.

Fine puntata
moody83

sabato, 21 aprile 2007, ore 15:33

Oggi tornerò sull'argomento delle fobie. Proprio ieri ho avuto modo di misurarmi con la mia già conosciuta fobia per gli insetti. Ma non ho avuto a che fare con cimici, bensì con api.

Ero appena tornato a casa e dovevo cambiarmi rapidamente per uscire di nuovo. Il tempo a mia disposizione era davvero poco, un quarto d'ora, e sapevo di non potermi permettere distrazioni di alcun genere. E invece, con una tempestività che ha dell'incredibile, l'occasione per distrarmi aspettava paziente in camera mia il mio arrivo. Qualcuno aveva lasciato la finestra della mia stanza aperta e questo ha permesso a ben QUATTRO api di entrare. Le ho trovate tutte posate sul vetro della finestra, che cercavano senza grossa convinzione di passare attraverso il trasparente materiale.
Appena le ho viste ho reagito nel solito modo: paralisi completa; successivamente ho cominciato faticosamente ad elaborare una strategia per risolvere il problema. Ho deciso di andare a lavarmi i denti per calmarmi un po' e devo dire che ha funzionato. Sono tornato in camera per mettere a punto un piano e ho scoperto che una delle api si era posata a terra, rassegnata forse al suo destino dopo essersi procurata un bel po' di bernoccoli contro la finestra. Faccio notare che a questo punto della storia ero già in ritardo per uscire, ma l'emergenza mi imponeva di restare a fare qualcosa.

Dunque una delle api era a terra intontita, sarebbe stato sufficiente posare una scarpa sopra di lei per eliminare il problema; invece ho optato per una soluzione meno cruenta: imprigionarla dentro un bicchiere capovolto e aspettare la notte per rimuoverla dalla sua posizione. Anche per le altre avrei fatto lo stesso, ma sempre di notte, quando di solito le api dormono o comunque non vedono (credo). Mi sono dunque accorto che ero in ritardo catastrofico, quindi mi sono rivestito in fretta e sono uscito.

Sono tornato a casa piuttosto tardi, una volta in camera ho dato il via alla missione di rimozione della api.
Ho cominciato da quella che avevo intrappolato sotto il bicchiere a terra, ho preso un foglio di carta da mettere sotto il bicchiere e l'ho trasportata fuori dalla finestra: APE 1 SALVA.
Poi mi sono occupato della seconda, posata sulla mensolina appena sotto la finestra; facendo attenzione a tenere la luce bassa ho usato il bicchiere e il foglio per portarla fuori dalla finestra: APE 2 SALVA.
La terza ape, purtroppo per lei, si era posata sul vetro della finestra in una posizione in cui mai e poi mai sarei riuscito ad arrivare con bicchiere e foglio. Quindi mi sono trovato davanti ad una scelta: lasciare stare e accettare di dormire in compagnia di un insetto che la mattina dopo poteva anche decidere di muoversi (poteva cadermi in bocca, poteva rimanere schiacciato sotto di me, poteva svegliarmi ronzandomi intorno), oppure decidere di sopprimere l'ape. Ho optato per questa seconda possibilità, con un insetticida; questa notte è stata l'ultima per lei: APE 3 PERSA.
La quarta ape non l'ho più trovata e dopo una ispezione accurata della stanza ho stabilito che forse si era spostata in un'altra stanza: APE 4 ????
 
Solo a questo punto ho accettato di andare a letto. Stamattina non ho avuto problemi, nessuna traccia della quarta ape.

Bye
moody83
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martedì, 17 aprile 2007, ore 15:08

Oggi è ufficialmente iniziata l'estate. Anche se il calendario la pensa diversamente.

Oggi il telegiornale ha trasmesso il primo servizio su GC, il Grande Caldo. Le riprese erano di Roma, in cui frotte di turisti e di indigeni trovavano ristoro bagnando i berretti e mettendoseli in testa (ovviamente grondanti di acqua), mentre altri mettevano direttamente la testa sotto i rubinetti delle fontanelle pubbliche; come se tutto ciò non bastasse a far trasparire la gravità della situazione hanno ripreso quelli che, forse credendo di essere su una spiaggia, sedevano beati sul bordo delle fontane pubbliche (quelle dove si buttano le monetine) a prendere il sole.
Il grande caldo è iniziato, come si può negarlo di fronte all'evidenza che mamma televisione ci mostra? Tra un po' a questi servizi si affiancheranno le interviste. Giornalisti a caccia di scoop intervisteranno quelli stessi turisti e indigeni che oggi non hanno parlato (e se avessero potuto...) chiedendo "Cosa ne pensa di quest'estate?" e loro risponderanno con aria candida e rassegnata "Fa caldo!". I reporter non contenti e ancora non sazi di scoop chiederanno "Ma Lei se l'aspettava un'estate tanto calda?" e gli intervistati rivolgeranno all'obiettivo della telecamera un sguardo che conosciamo tutti bene, come se volessero dire: "Fa caldo!"
Dopo queste interviste, necessarie a portare in temperatura l'attenzione dell'opinione pubblica (come si fa con le auto) come se il caldo non ci mettesse già del suo, cominceranno ad intervistare i famosi "esperti", che dietro pesanti occhiali e presentando dati sperimentali assolutamente inconfutabili daranno finalmente al fenomeno una dimensione scientifica: dicendoci "Fa caldo!". Suggeriranno dunque di evitare le ore più calde della giornata, di chiudere in casa vecchi e bambini, di preferire cibi leggeri (possibilmente freddi) e bevande ricche di sali minerali all'abbacchio e al tè bollente, di preferire vestiti leggeri al tanto apprezzato loden, di tirare fuori dagli armadi i cappellini di cotone, di cominciare a comprare le creme solari.
Tra poche settimane i sempre instancabili reporter, il cui appetito di scoop nemmeno con 40°C all'ombra si quieta, porteranno le loro telecamere dalle calde città italiane alle località balneari più famose della nostra pittoresca penisola. Cominceranno a trasmettere i servizi sulle discoteche di Riccione e sulle meravigliose spiagge della Sardegna, ambiti luoghi di villeggiatura, in modo che chi è bloccato in città per lavoro o per meschini motivi economici sappia che almeno qualcuno si diverte (eccome!). I fortunati villeggianti si faranno riprendere e intervistare mentre sono impegnati a prendere il sole o a bere cocktail annacquati e costosissimi, i reporter chiederanno loro cosa ne pensino di quest'estate e loro, con una smorfia tra l'insoddisfatto e l'appena soddisfatto, diranno: "Fa caldo!"

Oggi, Martedì 17 Aprile 2007, inizia l'estate. E fa caldo!


Bye
moody83
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mercoledì, 11 aprile 2007, ore 18:30

Come si può intuire dal titolo la mia occupazione in questi giorni è rappresentata dallo studio. Naturalmente intervallato dalle ormai famose lunghe pause, in cui vado in cucina, apro il frigorifero (non trovo nulla), apro la credenza (meglio non prendere nulla, non fa bene mangiare di continuo e poi dopo sono costretto a lavarmi i denti), sbircio fuori dalla finestra della sala, rimango qualche minuto a guardare la collina di fronte con sguardo ebete, torno sconsolato in camera mia dal mio libro (anche se non è proprio "mio") di Farmacologia e dai miei appunti ("miei" davvero).

La mattina fatico a svegliarmi perchè faccio tardi la sera prima: non riesco a prendere sonno prima di mezzanotte e non me ne chiedete il motivo! Considerato ciò credo che presto eliminerò la sveglia: puntarla all'ora in cui vorrei svegliarmi sta diventando un atto di masochismo.

Notizia positiva: la Farmacologia mi piace. Notizia negativa: la sto tirando troppo in lungo, impiego un'ora per fare ciò che richiederebbe mezz'ora o anche meno. Credo che da domani riproverò a studiare in biblioteca: c'è più rumore, ma non c'è computer nè telefono, poi non conosco quasi nessuno, le distrazioni sono ridotte ad una pausa-caffè a metà pomeriggio. La biblioteca riesce a coniugare buona produttività con massimo senso di alienazione al ritorno a casa. Inoltre studiare in biblioteca mi fa stancare di più, quindi potrei andare a dormire prima. Domani deciderò.

Oggi ho smesso di studiare alle 18.30 a causa di un po' di mal di testa: segno inequivocabile che i miei neuroni hanno cominciato a ballare la samba. Rimando la fine del capitolo sulla farmacocinetica a domani.

Bye
moody83
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giovedì, 05 aprile 2007, ore 10:53

Ieri pomeriggio ho cominciato a studiare per l'esame di Farmacologia. Il programma è molto articolato e per i prossimi 5-6 mesi temo che mi occuperò quasi unicamente di questo. Il 23 Aprile infatti cominciano anche le lezioni all'Università, di conseguenza la mattina sarà dedicata a queste, potrò dunque studiare solo il pomeriggio.
Devo dire che non sono troppo afflitto per aver riaperto i libri, era da un pezzo che volevo occuparmi di questa materia; negli ultimi tempi ho sostenuto esami di specialità mediche che mi hanno costretto ad avvicinarmi a qualche nozione di farmacologia: per forza, quando si parla di terapia medica si parla di FARMACI! L'obiettivo di questi esami di specialità era proprio imparare a fare diagnosi e a somministrare la terapia più appropriataper le varie malattie. Inoltre mi incoraggia il pensiero che nello studio non avrò motivi di distrazione, perchè mi occuperò sempre di una stessa materia e potrò impegnarmi con più continuità.

Ho deciso di trascorrere il periodo pasquale di vacanza (anche se non so se a questo punto sia ancora lecito parlarne...) a Firenze, mentre i miei genitori sono andati a Taranto a trovare i parenti. Avrei potuto andare con loro, ma per vari motivi ho deciso di non farlo. Ve ne elenco alcuni.
1) Innanzitutto per lo stress del viaggio, che è lungo (in auto) e che genera spesso attriti tra me e i miei compagni di viaggio per via della velocità di crociera da mantenere: io vorrei rispettare i limiti, gli altri (2 patentati e uno semipatentato) no, ne consegue che sono sempre in minoranza. E mi arrabbio, ovviamente!
2) Poi proprio in questi giorni due miei compagni di Università sono tornati dall'Erasmus a Barcellona, partiranno la prossima settimana e se fossi andato a Taranto non avrei potuto vederli. Infatti sono riuscito a spuntare un'appuntamento con Marta per venerdì pomeriggio, ieri ho parlato anche con Niccolò e mi ha detto che sarà presente; prepareremo i famosissimi churros con la cioccolata calda e appesteremo la casa dell'ospite (che dovrebbe essere Marta, ma anche casa mia è libera) con l'odore di fritto. Oggi pomeriggio telefonerò a Marta per decidere definitivamente dove incontrarsi.
3) Venerdì sera dovrò onorare l'impegno bisettimanale con l'Associazione Culturale di Gioco di Ruolo Live "Rosso Fiorentino": non posso assolutamente mancare!
4) Devo studiare, ma questo l'ho già detto. A Taranto non ci riesco e lo stress del viaggio mi impedisce di concentrarmi adeguatamente anche nei giorni immediatamente successivi al ritorno a casa. Ne è prova il fatto che la scorsa settimana ho sostenuto l'esame di Malattie Infettive DUE GIORNI dopo il ritorno da Taranto. Ebbene sì, dopo poco più di una settimana i miei genitori si sciropperanno (voce del verbo "sciroppare", che sta per sopportare con pazienza qualcosa o qualcuno così come si dovrebbe fare con gli sciroppi medicinali) altri 800+800 chilometri di andata+ritorno. A me il solo pensiero fa rabbrividire: 3200 chilometri in 15 giorni mi sembrano davvero tanti, soprattutto se di sola autostrada.
5) Devo badare a mio fratello di 17 anni (anagrafici, la sua età mentale è di 10), che deve assolutamente rimanere a Firenze per potersi vedere con la ragazzina.

Dal momento che i miei unici impegni sono concentrati per venerdì (domani), immagino che mi aspettino almeno 5 giorni di calma assoluta, senza gente in casa (mio fratello c'è ma è come se non ci fosse), in cui potrò dedicarmi alla Farmacologia. Almeno non mi annoierò!

Bye
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martedì, 03 aprile 2007, ore 14:28

Ieri sono andato in una scuola superiore di Borgo S.Lorenzo in compagnia di due miei amici nonchè compagni di Università. Dopo aver assistito a una conferenza nei giorni precedenti, la classe della sorella di uno di questi due miei amici aveva dei dubbi circa le definizioni di morte cerebrale e di trapianti d'organo. Quindi noi tre, in qualità di persone informate dei fatti, abbiamo fornito la disponibilità a parlare di questi argomenti.

La parte relativa alla morte cerebrale è stata trattata da Duccio, che ha potuto contare sull'aiuto di Debora, mentre io ho parlato dei trapianti di midollo osseo.
Duccio si è dimostrato un brillante oratore e ha sicuramente catturato la piena attenzione dei ragazzi, purtroppo quando è arrivato il mio turno il tempo stava per scadere (1 ora) e i ragazzi dovevano tornare a casa (erano le 13 e i morsi della fame si sentono!). Quindi mi sono trovato a parlare mentre pian piano la classe si svuotava.
Temo di averli spaventati un po', ad esempio dopo aver detto la quantità di sangue che viene prelevata durante la donazione, e avrei voluto avere più tempo, perchè non ho toccato alcuni argomenti che mi stavano particolarmente a cuore. Pazienza! Inoltre non sono mai stato bravo a parlare in pubblico, ma sono contento di aver superato, sia pure parzialmente, la prova di parlare ad una classe.

Devo comunque riconoscere che i ragazzi che hanno avuto la pazienza di ascoltare me e i miei amici mi hanno fatto davvero una buona impressione. Ci hanno fatto diverse domande e sembravano molto interessati all'argomento. E' stato un piacere parlare per loro ed è stata un'esperienza davvero eccitante. Se solo avessi avuto più tempo...

Per oggi è tutto. A presto!

Bye
moody83
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