domenica, 31 dicembre 2006, ore 00:14

Finalmente mi faccio risentire! Come promesso riassumo in questo post quello che ho combinato durante la mia vacanza a Selva di Val Gardena.

1° giorno, 22/12/2006.
Sono partito da Firenze alle 10 di mattina, ovviamente con la mia fedele Clio 1200 16 valvole (detto così fa più scena); avevo programmato di partire alle 9 al massimo per arrivare alla meta prima. La prima tappa è stata a Bologna, per prendere Elisa (la ragazza di mio cugino) e Fabio, insieme al loro bagaglio e agli sci DI TUTTI, dal momento che posso abbattere i sedili. Non so come ho fatto a farmi bastare il tutto sommato piccolo bagagliaio della Clio, chi ha provato a giocare a Tetris potrebbe capirmi! Siamo partiti da Bologna alle 12 circa e miracolosamente non abbiamo trovato traffico; il viaggio è stato confortevole e siamo arrivati senza intoppi alle 16 circa. Dopo aver scaricato i bagagli siamo andati a prendere gli skipass e l'attrezzatura per me (tavola e scarponi da snowboard). Ho noleggiato una tavola SPETTACOLARE, da slalom gigante, un po' lunga in effetti rispetto alle mie abitudini. Ho preso anche un caschetto protettivo(è la prima volta), perchè alla mia età è anche giusto dimostrare un po' di giudizio. Alle 17 sono arrivati anche gli altri 3 ragazzi della compagnia: Federico (mio cugino), Carlo e Cristian.

2° giorno, 23/12/2006
Primo giorno di sci! Il mio entusiasmo si è smorzato presto: ho sofferto tantissimo per usare la mia tavola da competizione, troppo lunga e troppo difficile da far curvare. Sono tornato a casa stanco morto, senza nemmeno la forza di respirare. Ho cambiato la tavola con qualcosa di più soft, perchè sono in vacanza e non è scritto da nessuna parte che devo soffrire invece di divertirmi. La giornata si è chiusa così, perchè la stanchezza mi ha impedito di fare altro. Ho cominciato a sentire un po' di dolore al sedere a causa dei rapporti molto stretti intrattenuti con il terreno (sono caduto spesso, in parole povere!). Mi ha causato un po' di dispiacere restituire quella tavola, perchè con pista libera e con neve in buone condizioni (cioè senza cumuli) è un missile, va fortissimo ma appunto ha bisogno di un non trascurabile spazio di manovra; impossibile usarla in condizioni di traffico normale senza diventare un pericolo per sè e per gli altri.

3° giorno, 24/12/2006
La tavola nuova va bene, è facilissima da guidare (l'ho presa proprio per questo!), ma ho faticato molto perchè per andare da una pista all'altra abbiamo dovuto scarpinare molto. Sono tornato a casa molto stanco, ma una doccia mi ha rimesso in condizioni accettabili. Il dolore al sedere mi sembra più forte e in più sento un accenno di dolore ale gambe.Tutto sommato sono contento della giornata, anche se ho fatto molta fatica. La neve è un po' scarsa e ci sono alcuni punti con l'erba che spunta, ma nel complesso si scia bene.
La differenza tra sci e snowboard è anche rappresentata dal fatto che mentre con i primi si possono agevolmente superare tratti in pianura, con la tavola bisogna affidarsi in tutto alla velocità che si riesce a raggiungere nel precedente tratto in discesa: quando ci si ferma l'unica cosa che si può fare è staccarsi uno degli attacchi e procedere come si fa con lo skateboard, da questo deriva la fatica. Oppure si possono chiedere in prestito delle bacchette ad uno che usa gli sci. I tratti in pianura sono davvero molto pesanti e possono rendere ragione delle condizioni penose in cui oggi mi sono trovato a fine giornata.

4° giorno, 25/12/2006
Programma: escursione in Marmolada. La giornata si preannuncia dura, la strada da fare è molta; ma sono fiducioso. Abbiamo completato l'escursione in maniera brillante, le piste non erano tutte belle ma io ho resistito fino alla fine; devo ringraziare per questa mia grande prestazione la cioccolata che mi sono portato nello zaino: quasi una droga! Abbiamo fatto tante foto e qualche minuto di filmato. Oggi mi sono divertito, anche se mi ho sentito un po' la fatica; anche gli altri sono tornati a casa piuttosto affaticati. Sono caduto anche oggi, ma meno spesso, questo mi fa ben sperare; i dolori persistenti a tutto il corpo no.
Il giudizio finale è stato positivo, abbiamo fatto molta strada (decine di chilometri) ma mi sono divertito e la fatica è stata sopportabile; abbiamo trovato pochi punti in piano e le mie energie sono state tutte utilizzate per sciare (e non per camminare!)
Angolo del bricolage: Carlo ha avuto problemi con l'attacco di uno sci; per chi se ne intende, si è rotto il perno che collega il pedalino dello ski-stop alla molla che lo fa scattare in posizione. Immagino che è una definizione un po' complessa, ma si è trattato proprio di questo. Abbiamo risolto sostituendo al perno un pezzo di fil di ferro ripiegato su se stesso e avvolto ad elica (per aumentarne la resistenza); McGyver sarebbe fiero di noi (e non abbiamo nemmeno avuto bisogno del coltellino svizzero...)!

5°giorno, 26/12/2006
Programma leggero oggi, siamo troppo stanchi dopo la gita in Marmolada e abbiamo deciso di fare meno fatica possibile. Abbiamo fatto molti filmati e scattato molte fotografie. Oggi mi sono divertito a cercare i limiti fisici della mia tavola, ovviamente a costo di molte cadute e un po' di dolore. Siamo tornati a casa verso le 15, Elisa, Fabio e Carlo hanno deciso di andare a fare un giro in S.Cristina (il paese in cui ci troviamo) tanto per cambiare. Io ho preferito restare a casa e fare qualche telefonata; oggi mi sono molto divertito ma ho preso anche qualche botta; il relax è ciò di cui al momento ho più bisogno.
Qualcuno potrebbe chiedersi: "Perchè questo folle sceglie di fare vacanze in montagna e di sciare se poi finisce sempre per fare collezione di contusioni?" Bella domanda. Io rispondo che sciare mi diverte molto, un paio di curve fatte bene mi permettono di non pensare alla caduta precedente.

6° giorno, 27/12/2006
Un'altra giornata all'insegna del minimo sforzo possibile. Oggi ho deciso di proteggermi meglio il sedere utilizzando del "Pluriball" (avete presente quei fogli di plastica da imballaggio con quelle bollicine tanto divertenti da far scoppiare?); per fortuna oggi sono caduto poche volte e la protezione è stata sfruttata poco. Sono caduto una volta come una pera su un tratto piano e per fortuna avevo il casco perchè ho tirato una bella zuccata per terra.
Siamo tornati a casa verso le 15, io mi sono concesso i soliti dieci minuti di completo abbandono sdraiato sul letto, ho fatto una doccia veloce e sono subito uscito ad aiutare Cristian, che in questi giorni sta imparando a usare la tavola da snowboard; dopo soli 4 giorni di esercizio (e grazie soprattutto alle dritte di mio cugino) Cristian ha imparato molto e credo che con un po' di pratica in più potrà sciare su piste diverse da quella del campo scuola. Verso le 17 siamo andati a Selva di Val Gardena (Wolkenstein per gli autoctoni) per fare spesa e per svagarci, siamo anche andati in una "konditorei" per comprare qualche dolcetto per la sera e non abbiamo resistito alla tentazione di prendere qualcosa da mangiare subito: io ho preso un'intera fetta di strudel.
I genitori di Elisa ci hanno anche riferito dell'esistenza di una nuova pista che ancora non abbiamo affrontato ("Ciampaq" pare si chiami): lo faremo domani!
Oggi affronto il mio rapporto con i capitomboli che faccio così spesso. A dire la verità sono un bel po' di anni che uso la tavola per sciare, ma ho sempre bisogno di qualche giorno per abituarmi al mezzo; inutile dire che in quei giorni iniziali non faccio che cadere rovinosamente. Il problema più grosso è che i lividi dei primi giorni mi accompagnano per tutta la settimana. Credo che tutto ciò sia legato alle mie solite difficoltà di concentrazione che mi fanno commettere un errore dopo l'altro. Dopo un po' di pratica riesco però a riacquisire la mia tecnica e la prova è nelle foto che ho messo nel blog.

7° giorno, 28/12/2006
Oggi siamo andati al "Ciampac" (non Ciampaq!), un comprensorio tutto sommato carino ma nemmeno troppo; abbiamo fatto una pista nera con dei muri davvero impegnativi, per fortuna la mia tavola mi ha aiutato con la sua estrema manovrabilità. Abbiamo mangiato lì (panini fatti a casa) e siamo scesi fino a Pozza di Fassa; purtroppo la nostre informazioni circa i mezzi per tornare erano poco corrette e abbiamo deciso di chiamare un pulmino taxi per arrivare fino a Campitello. Siamo tornati a casa alle 15.30, se non avessimo preso il taxi forse saremmo arrivati tardi e gli impianti avrebbero chiuso prima, pericolo scampato dunque! Ho imparato una nuova tecnica per tirarmi fuori dai tratti pianeggianti: mi spingo con le braccia cercando di mantenere la direzione, non è nemmenno una manovra troppo faticosa nonostante l'apparenza.
Nota semi-preoccupante: ho appena saputo che la mia presenza è richiesta in BEN DUE feste di Capodanno; è chiaro che sarò costretto a scegliere! Mi sto cominciando a preoccupare: anche in occasione di questo Capodanno mi dovrò sentire nel posto sbagliato al momento sbagliato? Valuterò con attenzione cosa fare.

8° giorno, 29/12/2006
Ultimo giorno di sci. Oggi abbiamo sciato nelle piste vicino S.Cristina, per non stancarci, abbiamo fatto qualche filmato e un po' di foto. Nessuna variazione di programma, dunque. Il tempo è stato sereno per tutta la settimana, ma in quest'ultimo giorno si sono fatte vedere alcune nuvole. Siamo tornati a casa alle 15 circa, in modo da avere il tempo per cominciare raccogliere le nostre cose prima della della partenza; io ho la valigia quasi pronta, mancano solo i pantaloni da sci, la giacca e i guanti... tutta roba che ha bisogno di un po' di tempo per asciugare. Il programma di domani è di partire abbastanza presto, quindi stasera andrò a dormire abbastanza presto.
Considerazioni alla fine della settimana. Devo dire che credo di averne abbastanza di montagna e di tavole da snowboard, a ben pensare non mi dispiace troppo tornare a casa. Mi sono divertito, su questo non si discute, però una settimana di sci basta e avanza; forse ho anche voglia di fare qualcosa di diverso dallo svegliarmi ogni mattina, vestirmi e uscire per andare a sciare. Purtroppo non sono mai stato un tipo che se potesse rimarrebbe in vacanza ad oltranza, ad un certo punto sento il bisogno di staccare, poco importa in fondo se a casa mia ci sono i libri che mi aspettano. Riconosco che può essere difficile capire il mio punto di vista, ma la verità è questa.

9° giorno.
Ultimo atto. Oggi si ritorna a casa! Siamo partiti alle 9 di mattina, siamo arrivati a Bologna verso le 13.30, ciascuno è tornato a casa e per riaccompagnare tutti si sono fatte le 15. Ho saputo che sull'autostrada FI-BO c'erano code a non finire, ho scelto quindi di percorrere la Porrettana (SS 64) fino a Pistoia per poi prendere l'autostrada fino a FI sud. La Porrettana è davvero una bella strada, bella e pericolosa perchè spesso c'è chi viaggia a velocità sostenuta, io mi sono trovato bene; niente a che vedere con il tratto autostradale FI-BO, pericoloso il doppio e infarcito di autovelox che multano chi non riesce a rispettare i sempre diversi limiti di velocità imposti. Io dico che la FI-BO dovrebbe essere per gran parte rasa al suolo e ricostruita, perchè è indecorosa come autostrada. Dopo FI nord ho trovato il solito traffico dovuto ai lavori, sono stato un po' in coda ma alla fine sono arrivato. Alle 18! NOVE ORE in macchina. Ma ora sonpo a casa e alcuni miei amici mi verranno a trovare alle 21. Devo uscire per fare la spesa, perchè a casa non c'è niente e i miei sono partiti; ho intenzione di prepararmi qualcosa di buono perchè non ho pranzato; ho mangiato quadretti di wafer e di cioccolata: è bene che metta sotto i denti qualcosa di più completo!

La mia avventura in Val Gardena pare proprio finita. Mi sono divertito e non mi sono fatto troppo male. Ottimo bilancio! Ora tornerò alla mia vita normale, tra i libri e non sulle piste.

Bye
moody83
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venerdì, 22 dicembre 2006, ore 08:05

Ieri sera volevo scrivere due righe, ma c'era un intervento di manutenzione a Splinder e non ci sono riuscito.
Devo partire stamattina, a momenti, quindi non mi posso trattenere molto.
Scriverò un resoconto della vacanza al mio ritorno, il 30 dicembre. Spero con fotografie. Fino a quel momento non ci saranno aggiornamenti al blog.

Ciao a tutti e buon Natale.

Luca
moody83
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martedì, 19 dicembre 2006, ore 22:22

Sono un po' di giorni che non scrivo e ho paura che il mio blog possa soffrire per carenza di argomenti. Racconterò quello che ho fatto in questi giorni.

Ieri sono tornato da Taranto, la città dei miei genitori e luogo di residenza dei miei parenti più prossimi. Taranto dista ben 776 chilometri da Firenze e questo si traduce in un viaggio piuttosto lungo e faticoso, soprattutto se in auto si è in 4 (famiglia al completo) e c'è un fratello noioso più di una piattola; a quanto pare bisogna capirlo, è nel pieno dei suoi 17 anni e come molti adolescenti preferisce mantenere il suo cervello allo stato gassoso. Il quadro risulta poi ancora più drammatico se si considera che si è trattato di un "raid" di 3 giorni viaggio compreso: non fai in tempo ad arrivare e a riprendere fiato che già devi ripartire!
Il viaggio di andata è stato segnato da un particolare abbastanza fastidioso: temo di essermi fatto beccare da un autovelox. Non sono un tipo che va forte in autostrada, però ci trovavamo nel tratto appenninico tra Napoli e Foggia con limite di velocità a 80 Km/h... Io sono passato a 100, più o meno, in rettilineo e un po' in discesa. Povero me! Al ritorno non è accaduto niente di rilevante, ho guidato per un po' e ho mangiato tanti dolci (cioccolatini, tartufini, fichi secchi...) per ingannare il tempo.
Sono arrivato a Firenze attorno alle 20 e dopo aver mangiato qualcosa (come se gli spuntini in viaggio non fossero stati sufficienti) ho scaricato la posta e ho commentato su qualche blog.

Oggi invece mi sono annoiato a morte! La mattina avevo da fare alcune commissioni alle Poste e al supermercato, ho perso tutta la mattina; il pomeriggio ho provato a studiare un po' con risultati penosi, ho vagato tra la cucina e il televisore come uno zombie. Bisogna sapere infatti che ho un'abitudine abbastanza singolare, quando non so che fare vado in cucina, apro il frigorifero, vedo che non c'è nulla di interessante e lo richiudo; il non trovare quello che cerco non mi trattiene dall'effettuare altre spedizioni nelle ore successive. Ho fatto quattro chiacchiere via Messenger, ho gradito la chat con Marta. Ora provo a risollevare le sorti della giornata scrivendo un po' per i miei lettori.

Domani credo che studierò un po', anche perchè venerdì devo partire per andare a sciare. Da questo si deduce che per una settimana circa potrebbero mancare i miei contributi al blog. Uso il condizionale perchè intendo portare il computer con me e vedere se riesco a collegarmi da lì. Sarò reperibile al cellulare e forse potrò usare Messenger (versione da cellulare), ma mi devo informare prima meglio sui costi. Vado a Selva di Val Gardena, insieme ad altri 5 ragazzi abbiamo trovato una buona sistemazione in un appartamento e così siamo riusciti a contenere i prezzi. Al mio ritorno condividerò sul blog qualche foto.

Per oggi chiudo qui, saluti a tutti.

Bye
moody83
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venerdì, 15 dicembre 2006, ore 18:30

Apro questo post sperando di avere contributi numerosi. Il tema verte sul Capodanno. Una ricorrenza fondamentale dell'anno a cui non si può assolutamente mancare? Un appuntamento ormai svuotato del suo significato? Un'occasione per fare solo confusione? Può esistere Capodanno senza sbornia?
Siamo sicuri che si tratti di domande retoriche?


Il Capodanno è un momento che molti aspettano come se fosse una specie di traguardo, come l'opportunità di cacciare dalla mente tutti gli affanni che l'anno che si sta per concludere ci ha riservato. Per questo c'è chi si munisce di petardi e di fuochi artificiali secondo un'usanza che prescrive di cacciare via l'anno col maggior fragore possibile, nel caso cambiasse idea. Qualcuno sceglie di affrontare il giro di boa organizzando una festa ed invitando gli amici. Si beve, si scherza, si inconta gente nuova (alle feste o al Pronto Soccorso dopo aver sperimentato sulla propria pelle la potenza dei petardi comprati). In genere tutti si divertono, per questo il Capodanno è una ricorrenza da festeggiare assolutamente e da attendere con trepidazione.

Io però non sono sicuro di voler festeggiare il prossimo Capodanno.

Non perchè sia un orso misantropo. Tutt'altro! Semplicemente in occasione delle ultime 2 ricorrenze sono stato più o meno a disagio. Non vorrei rischiare di trovarmi a disagio anche questa volta. Nel 2004 mi sono trovato a scambiare chiacchiere finte con la ragazza che mi aveva lasciato pochi mesi prima, assolutamente da solo; preferisco evitare di spiegare come è successo. Nel 2005 prima di mezzanotte sono caduto in una profonda depressione, non mi ricordo il motivo a causa del rilevante volume di alcool a cui mi sono affidato per anestetizzarmi un po'; basti sapere che ero talmente di fuori che ho cominciato a fare discorsi strani ad una povera ragazza di passaggio, niente di volgare ma solo chiacchiere incomprensibili (così mi ha detto mio cugino); anche lei doveva aver bevuto, perchè mi sembrava seguisse; una volta a casa ho sentito solo vergogna per quello che ho fatto e se mai dovessi incontrare di nuovo quella ragazza le chiederei sicuramente scusa.

Per tirare la somme. Le ultime due feste di Capodanno dovevano essere un successo: ero felice di essere stato invitato a quella del 2004 e anche a quella del 2005. Ma è successo qualcosa che le ha fatte precipitare.

Io sono un tipo molto legato alla realtà, in certi momenti mi sento quasi empirista; in quello che mi succede intorno non vedo lo zampino della sfortuna nè interventi di folletti che si divertono a farmi i dispetti. Ma lo stesso mi chiedo: non sarà che qualcuno mi ha lanciato una maledizione?

Questo Capodanno mi darà una prova decisiva. Se sarà gradevole tornerò soddisfatto alla mia concezione razionale della realtà. Se andrà male... l'ipotesi della maledizione segnerà un bel punto a suo favore! Di sicuro mi impegno a non toccare alcool (forse 1 bicchierino per brindare). Il 31 sarò a Firenze e questo mi permetterà di organizzare qualcosa con i miei amici. Anche Marta e Niccolò sono avvisati... Non vi libererete di me per Capodanno!

Quali sono le opinioni dei lettori in proposito? Vi sembro troppo pessimista? Dopo i due episodi che ho riportato, credete che non sia utile prepararsi al peggio?

Bye
moody83
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martedì, 12 dicembre 2006, ore 22:15

Oggi mi faccio risentire dopo 2 giorni di silenzio. Motivo: poca disponibilità di testa. Oggi si parla di attualità!

La giornata ha fatto abbastanza schifo. Mi sono fatto bocciare per l'ennesima volta ad uno degli esami più fastidiosi che mi sia mai capitato di preparare. Ho sostenuto esami dalla preparazione lunghissima, difficili e per alcuni miei compagni terrificanti, spesso superandoli al primo appello. E invece questo maledetto esame ancora non sono riuscito a superarlo.
Parlo brevemente dell'esame. Si tratta del famoso Specialità Medico-Chirurgiche 3, appartenente alla categoria "combo", in cui bisogna cioè sostenere 4 esami con 4 professori diversi, 3 domande per ogni materia; il malcapitato studente di turno deve sostenere questo esame combo in una sola sessione, bisogna passare da un professore all'altro, il primo che ti boccia ti restituisce il libretto e ti saluta. Un incubo! Secondo me, dato che ormai sono un esperto, le probabilità di riuscita entro 2 sessioni sono paragonabili a un lancio di 4d6 con difficoltà 6; per chi non ha dimestichezza con i giochi di ruolo, significa la stessa probabilità di ottenere un punteggio di 24 con quattro dadi da 6 (6+6+6+6). Credo ci sia una descrizione simile nella Guida Galattica per Autostoppisti.

Ho avuto il morale sotto le scarpe per gran parte del tempo dopo l'esame.

Vorrei cancellare dai miei ricordi quanto prima questa giornata, spero che il sonno mi aiuti. Ma voglio salvare 2 cose:

1) scrivere in questo blog, perchè ho scoperto che questa attività mi fa dormire meglio e mi rilassa; è un'esperienza tanto positiva che non mi sono arrabbiato quando pochi minuti fa si è cancellato dal computer tutto quello che avevo scritto... (eh sì... quello che state leggendo è un riassunto più o meno fedele di quento volevo pubblicare); diciamo che fino a poco fa ho scritto solo per me e ora scrivo anche per chi vuole leggere;

2) il tempo trascorso a parlare con Niccolò stamattina, perchè è riuscito a farmi dimenticare per un po' l'amaro della bocciatura; dopo esserci salutati io mi sentivo poco meno che felice, anche se non l'ho dato a vedere (non è il caso di indagare i motivi che mi hanno spinto a farlo).
 
GRAZIE NICCOLO'


Con questo devo chiudere il post perchè si è fatto tardi. Mi si stanno chiudendo gli occhi. Il mio umore è molto migliorato da stamattina e questo mi fa sperare in sogni di buona qualità. Se sono triste o agitato faccio sogni brutti o esageratamente strani.

Bye
moody83
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sabato, 09 dicembre 2006, ore 22:35

Avevo voglia di parlare del soprannome "moody" (rigorosamente con la minuscola), con cui ultimamente mi firmo spesso e che io stesso ho scelto. Ma ho cambiato idea (sono o non sono moody?). Ne parlerò in uno dei prossimi post, forse il prossimo.

Parlerò invece di un'altro soprannome, che non ho scelto io e che proprio per questo mi sembra più "vero". Mi è stato cucito addosso dai miei compagni di sci, anzi di snowboard, e il bello è che mi è subito piaciuto! Tanto che l'ho usato anche nello username della mia casella di posta elettronica.

GOOFY

Per chi non è iniziato alla disciplina dello snowboard, il termine "goofy" è riservato a chi utilizza un orientamento degli attacchi sulla tavola INVERSO rispetto alle persone normali (cosiddette "regular"). Per essere più chiaro, i regular tengono il piede sinistro nell'attacco anteriore e il piede destro in quello posteriore, i goofy il contrario! In parole ancora più semplici i regular hanno come piede dominante il destro, i goofy il sinistro.
Dal momento che tale dominanza è essenziale per l'equilibrio (avete mai provato a mangiare la minestra con la sinistra, o se mancini con la destra?), un regular non saprà mai usare una tavola da goofy nè un goofy una da regular. Proprio non ci si può fare nulla, perchè mentre con un po' di sforzo si può anche riuscire a mangiare con la mano non dominante, nello snowboard ritengo che non sia possibile; ho visto con i miei occhi l'anno scorso un ragazzo goofy che si ostinava ad usare attacchi regular, l'effetto era lo stesso di un gambero che prova a camminare in avanti, indescrivibile!
Il termine goofy deriva dal nome originale di Pippo, l'amico di Topolino, e a questo punto si capisce benissimo perchè sia stato scelto per gli snowboarder con attacchi "al contrario".
I goofy sono la minoranza, mentre sono decisamente più diffusi i regular. Quando ho preso la tavola da snowboard per la prima volta ed ero ancora un neofita ignorante mi hanno chiesto a bruciapelo: "Sei goofy?" E io ho risposto: "Boh... No, non credo!" Mi hanno dunque dato una tavola da regular e PUNTUALMENTE si è rivelata quella sbagliata! Non riuscivo quasi a stare in piedi. Dopo aver cambiato la tavola sono diventato "Goofy" per tutti.

Fino a questo punto ho spiegato come e perchè mi sia meritato tale soprannome. Il mio primo soprannome. Ora cercherò di spiegare perchè lo sento così "mio".

Cari lettori, dovete sapere che quando ero bambino ero TANTO MALDESTRO, oltre che distratto. Uno di quelli che se si sentono chiedere l'orario e malauguratamente hanno un bicchiere colmo proprio nella mano sinistra (dove di solito sta l'orologio...) si rovesciano il bicchiere addosso. Eh, sì, proprio così, mi è successo anche questo! Bastava toccarmi il braccio per farmi cadere ciò che avevo in mano. Ero uno di quei bambini che facevano sempre accendere la lampadina rossa che il paziente de "L'allegro chirurgo" aveva al posto del naso. Mi fermo qui perchè ho reso bene l'idea. Chi merita più di me il soprannome Goofy?

Il mio soprannome è diventato quasi un pari grado del mio nome (Luca mi piace davvero tanto e giammai sarà battuto da alcun soprannome), merita di stare un gradino sopra il mio cognome e due sopra il mio secondo nome. Per chi ancora non lo sa ho anche un secondo nome, Alberto, che non uso mai; inoltre la scelta di accostarlo a Luca... sì insomma, Luca Alberto... suona un po' come Lupo Alberto... (ilarità generale). Il nome Alberto lo ha sempre usato la mia mamma per sgridarmi, quindi è un nome a cui non rispondo.

Tornando alle cose serie, il soprannome goofy è come il mio biglietto da visita, mi presenta abbastanza bene. Esprime benissimo quella sensazione di estraneità nei confronti del mondo reale che spesso mi sento addosso. Rischiando di sembrare banale mi sono sempre sentito fuori dal gregge, soprattutto durante gli anni delle scuole dell'obbligo e del liceo, i compagni che ho avuto lo potrebbero testimoniare, se solo non avessi tagliato tutti i ponti con loro (e non vale la pena di riallacciare contatti). Devo dire che anche ora all'università mi sento un po' fuori posto, ma forse meno, soprattutto quando frequento i reparti dell'ospedale.

Per concludere, racconto un episodio che dovrebbe convincere definitivamente del legame che c'è tra me e il mio soprannome.

Giorno 25 Dicembre 2005, Stazione FS di Bologna, 15 pm circa. Ho appuntamento con 3 ragazzi (o meglio, 1 ragazzo e 2 ragazze) per partire alla volta di Selva di Val Gardena per 5 giorni di snowboard. Esco dalla stazione guardandomi intorno per cercare di scorgere la compagnia. L'impresa è più ardua del previsto perchè si tratta di amici di mio cugino che mai ho conosciuto di persona. Mentre cammino verso la strada sento una voce: "Goofy!". Il mio cuore ha un sussulto, il richiamo mi ha colto alla sprovvista; comincio a sorridere soddisfatto e molto divertito. Li raggiungo dall'altra parte della strada e mi spiegano che sapevano benissimo il mio nome, ma mio cugino parla sempre di me con loro usando il mio soprannome. Se mi avessero chiamato Luca non sarebbe stato lo stesso, credo.

Stasera il post mi è venuto davvero di getto, ho dedicato davvero poco tempo alle correzioni. Sto migliorando! Poi devo dire che scrivere dopo cena mi soddisfa davvero molto; devo solo cercare di non fare troppo tardi. In genere il sabato sera non sono in casa, ma oggi non avevo nulla da fare e l'alternativa era guardare la tv. Meglio scrivere!
Come da programma mi è venuto sonno, quindi per oggi mi fermo qui.

Bye
moody83
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venerdì, 08 dicembre 2006, ore 23:07

Un saluto ai nuovi visitatori.

Ho deciso di cominciare a scrivere in un blog sulla scia di quello che ha fatto la mia amica Marta, che è partita alla volta di Barcellona per un anno in Erasmus. Seguendo il suo blog posso sentirla più vicina e soprattutto posso avere notizie di prima mano su che aria tira in Spagna, riguardo allo studio ed al lavoro che in futuro desidero fare. L'immagine che mi è stata data di Barcellona mi piace e sto valutando l'opportunità di trasferirmi un giorno da quelle parti; non so ancora se per la specializzazione (neurochirurgia) o per andarci a lavorare dopo essermi specializzato.

Passando ad altro, visto che non posso avere un blog e parlare di cose d'altri, il titolo del primo argomento di cui mi voglio occupare è: "Le mie difficoltà a scrivere con il computer". Spero di riuscire a scrivere qualcosa di sensato, perchè la giornata è stata lunga e la mia testa è stata quasi incessantemente impegnata a pensare a qualcosa di cui ancora non è il momento di parlare (e forse non lo sarà mai); se le forze dovessero abbandonarmi... meglio non pensarci!

Ho provato più volte a scrivere al computer, in particolare poesie e l'inizio di un romanzo che a questo punto mai finirò. Scrivere mi piace, ma al computer diventa talvolta un'impresa davvero pesante; questo è il motivo per cui il romanzo di cui ho appena parlato è rimasto fermo. Qualche volta mi capita di soffermarmi su un periodo e di non riuscire a trovare la forma che più mi soddisfa; scrivo e cancello, mi fermo a pensare, scrivo, mi viene un'idea per rendere il discorso più bello, cancello mezza frase...  e non mi ricordo più quello che avevo pensato: UNA SOFFERENZA! Tutto procede più o meno in questo modo, anche se qualche volta riesco a scrivere senza sentire la necessità di correggere (che bei momenti...), finchè finalmente metto con una certa soddisfazione il punto. A questo punto, per gustare la mia opera RILEGGO... e mi accorgo non senza una certa perplessità di aver sconvolto l'idea iniziale.
Credo che il problema stia nella mia tendenza a distrarmi facilmente e alla mia natura da eterno indeciso. Devo dire però che stasera questo problema è meno preoccupante, ho fatto poche correzioni tutto sommato!
Effettivamente il computer permette grandissime possibilità, ad esempio mi pare che solo il fatto di non avere a che fare con un foglio scritto a penna, spiegazzato, con cancellature, asterischi e quant'altro... sia straordinariamente vantaggioso! Io mi ricordo chiaramente che quando ancora ero al liceo (e il piacere di scrivere stava per nascere) la "brutta" era proprio brutta e solo dopo aver copiato tutto in "bella" potevo essere soddisfatto di quello che avevo scritto. Lo so che è banale dire che la "bella" è meglio, è scandalosamente ovvio! Quindi il computer dovrebbe permettere di risparmiare il tempo, ma considerando la mia passione per le correzioni e considerando che ormai non si usano più pennino, calamaio e carta assorbente...  direi che tutto questo guadagno di tempo forse non c'è! Lo dimostrano tutti i miei tentativi letterari falliti, anche se sono pochi.

Ma ho un'altra teoria. Se per caso tutta questa mia indecisione sia solo legata al fatto che effettivamente non sono abituato a scrivere spesso? Potrebbe essere possibile che cominciando a scrivere con regolarità... la velocità aumenti e l'indecisione diminuisca! Anche per questo ho deciso di dedicarmi ad un blog. Ho deciso di sforzarmi a correggere il meno possibile e soprattutto di scrivere dopo cena, quando sono più stanco e ho meno voglia di perdere tempo. Se scrivessi di prima mattina, riposato e fresco come una rosa... sono quasi sicuro che perderei l'intera giornata!

Come introduzione al mio blog credo sia sufficiente. Ho messo in chiaro che il blog è un mezzo che uso per migliorarmi e perchè mi piace provare le mie capacità; in fondo credo che sia così un po' per tutti quelli che scrivono un blog. Il lettore è lo spettatore delle mie fatiche, ma in nessuno stadio o teatro gli spettatori osservano senza farsi notare, quindi: ogni commento è gradito, sia applausi che fischi!

Con questo... vado a dormire, perchè mi sto addormentando sulla tastiera!

Bye
moody83
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